Tribunale dell’Aquila assolve Michela D’Amico: accuse archiviate

di Redazione | 17 Dicembre 2025 @ 18:34 | CRONACA

Con la formula piena del “fatto non sussiste”, il Tribunale dell’Aquila ha messo la parola fine alla vicenda giudiziaria che vedeva imputata Michela D’Amico, già dirigente della Asl ed ex componente della giunta comunale di Castel di Sangro. Il giudice Romano Gargarella ha pronunciato l’assoluzione al termine di un procedimento che ruotava attorno all’assegnazione dei servizi di pulizia, sanificazione e disinfestazione di alcune strutture ospedaliere, affidati a una cooperativa.

Secondo l’impostazione accusatoria iniziale, la funzionaria avrebbe disatteso indicazioni dell’Autorità nazionale anticorruzione sull’importo della procedura, favorendo la società aggiudicataria e provocando un pregiudizio economico all’azienda sanitaria. Alla D’Amico veniva attribuito anche il rilascio di una certificazione di corretta esecuzione del contratto, nonostante fossero stati espressi due giudizi contrari. Tra i capi di imputazione figurava pure una denuncia presentata l’anno precedente, ritenuta infondata perché rivolta contro soggetti indicati come estranei ai fatti.

Nel corso del dibattimento, però, il quadro accusatorio si è progressivamente sgretolato. A tal punto che la Procura, rappresentata dal pubblico ministero Andrea Papalia, ha chiesto l’assoluzione dell’imputata, difesa dall’avvocato Massimo Bevere del foro di Roma.

“Questa decisione ristabilisce la mia correttezza professionale”, ha dichiarato D’Amico, ricordando di aver sempre rispettato regole e procedure e di aver pagato un prezzo elevato in termini di reputazione, tanto da lasciare gli incarichi politici. Le indagini erano state condotte dai carabinieri del capoluogo e avevano comportato perquisizioni e provvedimenti interdittivi, successivamente annullati durante la fase cautelare.



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