TSA, A casa tutti bene: Muccino esordisce nella regia teatrale

Gabriele Muccino porta il dramma familiare al Ridotto del Teatro Comunale per la Stagione Teatrale Aquilana

di Eleonora Iacobone | 27 Marzo 2026 @ 06:00 | CULTURA
A casa tutti bene

L’AQUILA – Quando nel 2018 usciva nelle sale italiane A casa tutti bene di Gabriele Muccino, la scelta della colonna sonora di Cocciante faceva cantare Bella senz’anima anche a chi si trovava oltreoceano. O, almeno per me, fu così mentre attraversavo il solito semaforo sulla Hollywood Boulevard insieme ad un gruppo di gente che di cinema voleva vivere. Il successo del film ha fatto sì che diventasse una serie nel 2020, fino ad approdare in teatro con la regia dello stesso Muccino, affiancato nella scrittura da Marcello Cotugno e Irene Alison, e un cast ricco di talenti. Ieri, 26 marzo 2026, al Ridotto del Teatro Comunale dell’Aquila, accanto a Giuseppe Zeno e Anna Galiena, a ricostruire le vicende della famiglia Ristuccia c’erano Alice Arcuri, Ilaria Carabelli, Maria Chiara Centorami, Lorenzo Cervasio, Simone Colombari, Vera Dragone, Sandra Franzo, Alessio Moneta e l’energica Celeste Savino.

La Stagione Teatrale Aquilana del Teatro Stabile d’Abruzzo sceglie di inserire nel proprio cartellone di eventi non solo nomi di grande risalto nel panorama artistico italiano ma anche tematiche che facciano da specchio ad uno spettatore esigente e riflessivo, pronto a misurarsi con le peripezie e gli sfoghi di una famiglia sull’orlo del fallimento.

Ad avviare la narrazione e, dunque, la riunione di tutti i membri nella storica casa di famiglia, stavolta è il settantacinquesimo compleanno di Alba, la capostipite. Gli undici personaggi ci portano all’interno dei loro drammi, alimentati da tensioni, tradimenti, recriminazioni, voglia di riconciliazione e inaspettate confessioni. La differenza con l’omonimo film sta soprattutto negli attori in carne ed ossa che sostengono il peso della narrazione con grande presenza d’animo. Le complesse dinamiche familiari trascinano il pubblico fino a farlo diventare un protagonista attivo, un altro invitato alla festa, costretto a schierarsi da una parte o dall’altra a seconda del proprio vissuto. A casa tutti bene vuole essere uno specchio impietoso della famiglia, catturandone l’essenza con tutte le sue imperfezioni e i suoi conflitti, come suggerisce lo stesso regista.

Per Muccino è un esordio alla regia teatrale, ma non mancano i richiami al cinema con le scene che si accendono e isolano le coppie di personaggi dal resto del variegato microcosmo di storie. I protagonisti litigano, si innamorano, cercano i loro venti minuti di verità e, soprattutto, rimuginano sulla propria esistenza, spesso parlando direttamente allo spettatore, come nel monologo di Carlo che si guarda indietro e realizza la disfatta di un’esistenza di bugie e mancanze. “Gli stupidi sono quelli che giustifichiamo mentre ci trascinano giù con loro”, sentenzia Elettra vomitando una scomoda verità.

Giuseppe Zeno, dopo l’ultimo lavoro teatrale in Travolti da un insolito destino nell’azzurro mare di agosto, torna a dare dimostrazione della sua grande capacità attoriale accanto ad Anna Galiena, attrice molto amata e con una lunga esperienza alle spalle.

Nicola Piovani, protagonista musicale, gioca un ruolo importante con le sue melodie ricche di sofisticato pathos, in perfetta sinergia con lo stile di Muccino, riuscendo a creare un giusto equilibrio tra note, parole e silenzi. Non mancano gli omaggi a Battisti e a Cocciante, strimpellati alla chitarra da quello che sembrerebbe la pecora nera della famiglia, ma unico spiraglio di verità in mezzo a un mare di menzogne.

Lo spettacolo, che ha riscosso un meritatissimo sold out, è stato anticipato dall’interessante iniziativa di prevenzione, nell’ambito del protocollo d’intesa firmato dal TSA e dalla ASL 1, con un punto informativo sugli screening gratuiti rivolti alla cittadinanza. Un’occasione per conciliare il dilettevole all’utile in contesti non convenzionali come il teatro e per sottolineare quanto sia fondamentale prendersi cura di sé dal punto di vista fisico e mentale. La salute va in scena insieme alla passione e allo struggimento che ci piace tanto e che solo Muccino sa regalarci con tanta poesia. All’uscita dalla sala non c’erano secchi di vernice a colorare tutti i muri, ma una bianca bianchissima neve che ha ricordato a tutti quanto L’Aquila possa essere fonte di stupore e meraviglia.



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