Valle Peligna, sindacati uniti contro la crisi: chiesto un tavolo nazionale al MIMIT

di Redazione | 07 Gennaio 2026 @ 17:15 | ATTUALITA'
Vertenza Valle Peligna, il 18 febbraio assemblea unitaria di Cgil-Cisl-Uil-Ugl al Cinema Pacifico

Come annunciato durante la manifestazione del 31 dicembre scorso, indetta per denunciare la gravissima emergenza industriale e sociale che sta colpendo il bacino della Valle Peligna e le aree limitrofe – Subequana e Alto Sangro – le organizzazioni sindacali firmatarie hanno compiuto un nuovo passo formale.

I settori più colpiti restano quelli dell’automotive (Marelli, Albasan, Sodecia), dei servizi e del terziario avanzato (3G), del commercio e della grande distribuzione (Coop), fino ai servizi pubblici essenziali come Cogesa.

La richiesta di tavoli di crisi regionali e nazionali

In data 5 gennaio 2025, le OO.SS. hanno sottoscritto e inviato alle istituzioni competenti un manifesto unitario con cui si chiede l’immediata attivazione di un percorso istituzionale certo, comprovabile e partecipato, articolato su due livelli.

Il primo è regionale, con l’istituzione di un Tavolo Permanente di Crisi e Sviluppo presso la Regione Abruzzo, finalizzato alla ricerca di strumenti per il rilancio e il consolidamento delle attività produttive, al monitoraggio delle aziende in difficoltà e alla gestione degli eventuali ammortizzatori sociali.

Il secondo è ministeriale, con la richiesta dell’apertura, davanti al MIMIT, di un Tavolo Nazionale per la crisi della Valle Peligna, volto al riconoscimento dello status di area di crisi complessa o ad alto impatto sociale.

Attraverso il manifesto unitario, i sindacati puntano anche alla stipula di un vero e proprio Patto Territoriale capace di attrarre nuovi investimenti. L’obiettivo è creare un circuito virtuoso fondato su incentivi fiscali, semplificazione amministrativa efficace, rafforzamento delle infrastrutture e sostegno a nuovi insediamenti industriali, artigianali e commerciali.

In questa strategia rientra la necessità di convogliare le risorse della programmazione FESR, FSE+ e PNRR su progetti specifici per la Valle Peligna, potenziando al contempo i servizi essenziali: sanità ospedaliera e territoriale, assistenza alle persone, infrastrutture materiali e immateriali, mobilità e istruzione.

L’obiettivo dichiarato è invertire la rotta, trasformando l’attuale crisi in un’occasione di sviluppo, reindustrializzazione verde e transizione digitale.

Lavoro, identità e lotta allo spopolamento

Durante la manifestazione del 31 dicembre, i consiglieri regionali presenti e i rappresentanti delle istituzioni locali si sono impegnati ad attivare subito un tavolo di confronto con le parti sociali e ad assumere il manifesto attraverso una Risoluzione d’urgenza nel primo Consiglio regionale utile, impegnando il Presidente della Giunta a farsi promotore presso il Governo nazionale.

La partecipazione massiccia di cittadine e cittadini, lavoratrici e lavoratori, studenti, pensionati e la presenza unanime dei sindaci del territorio confermano che la vertenza lavoro è ormai una battaglia di identità e sopravvivenza contro lo spopolamento e la desertificazione delle aree interne.

Ripartire dal benessere delle persone, dalla salute, dall’istruzione e dalla formazione, investendo nelle infrastrutture di collegamento – strade, ferrovie, reti digitali e idrauliche – è considerato essenziale per ridurre il divario territoriale e rendere attrattiva la Valle Peligna.

Le organizzazioni sindacali annunciano che nei prossimi giorni misureranno la concretezza degli impegni assunti dalle istituzioni e che le mobilitazioni continueranno: l’obiettivo resta uno solo, non perdere nemmeno un posto di lavoro.



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