“Vecchiaia e gioventù” torna al Ridotto: risate e riflessione per una serata solidale
Mercoledì 4 febbraio lo spettacolo di Giuseppe Pace, regia di Elio Colabianchi
di Redazione | 25 Gennaio 2026 @ 18:28 | LA BUSSOLA DEL SOCIALE
L’AQUILA – Si ride, ma non per distrarsi. Si ride perché certe dinamiche di famiglia, quando le metti in scena senza trucco e senza morale, diventano uno specchio che non perdona. “Vecchiaia e gioventù”, commedia di Giuseppe Pace con la regia di Elio Colabianchi, torna al Ridotto del Teatro comunale dell’Aquila mercoledì 4 febbraio alle 21. Un progetto portato avanti dal Centro anziani Torrione – San Francesco intitolato a Italo Iuliano.
La storia si muove dentro una casa e dentro un’idea semplice: far convivere età diverse non è mai normale, è sempre un piccolo terremoto. Al centro ci sono Rusina e Carmine, due anziani costretti a spostarsi in città per motivi di salute. L’ospitalità del figlio e della sua famiglia è il punto di partenza, ma presto diventa terreno di scontro e, insieme, di riconoscimento. La distanza tra generazioni è reale, ma non è una condanna: è un linguaggio da reimparare, spesso a colpi di sarcasmo, silenzi, fraintendimenti e improvvisi slanci di tenerezza.
La locandina chiarisce anche il senso della serata: il teatro qui non è solo intrattenimento. Il ricavato sarà destinato a Salute Donna e Salute Uomo odv, associazioni di volontariato dedicate alla prevenzione primaria e secondaria, diagnosi precoce e assistenza ai pazienti oncologici e alle loro famiglie. Una motivazione concreta, senza frasi zuccherose.
In scena Liliana Biondi, Amedeo Buono, Fortunato Capulli, Marilena Ciaglia, Aurelia D’Andrea, Venere Di Berardino, Paola Giamberardini, Vera Rilletti, Annamaria Michetti, Giuseppe Pace, Giulio Pacifico, Serenella Petricone e Angelo Zara. Musiche a cura di Paolo Zuppella. Ingresso 10 euro, con prevendita tramite Salute Donna (contatti e orari indicati nella locandina che riportiamo qui soto).
“Vecchiaia e gioventù” gioca con l’equivoco più comune: pensare che i giovani siano sempre incomprensibili e gli anziani sempre difficili. In scena, invece, la commedia fa il suo mestiere migliore: mette le persone una davanti all’altra, toglie gli alibi e lascia che la risata apra spazio a una domanda che resta addosso anche fuori dal Ridotto. Quanto siamo disposti a capirci, davvero, quando in famiglia l’età non è solo un numero ma cambia i ruoli, le aspettative, e il modo in cui ci si parla.



