Il M5S punta tutto sul referendum e sui risultati in Campania e Puglia

di Redazione | 18 Settembre 2020 @ 14:08 | POLITICA
di battista m5s

Il rush finale per il SI ricompatta il M5S. È Luigi Di Maio, mai come in queste ore, a portare sulle spalle la battaglia del referendum chiamando sul palco di Piazza Carità nel cuore di Napoli tutti i big del Movimento. Ci sono i pasionari della prima ora come Paola Taverna, ministri come Stefano Patuanelli e Alfonso Bonafede, a sorpresa anche il presidente della Camera Roberto Fico. “Il SI unisce tutti gli elettori italiani, è una prova di maturità”, è l’ultimo appello di Di Maio, accorato perché, nel Movimento, le certezze della vittoria del SI non sono solidissime anche se rafforzate dagli ultimi sondaggi. Il fronte del NO è cresciuto e, in tutta la maggioranza, aumenta il timore dello tsunami del centrodestra alle Regionali, tanto che Di Maio frena anche su possibili ritocchi all’esecutivo: “Un rimpasto non è sostenibile”.

Anche per questo, per ora, il M5S si gioca il tutto per tutto su due fronti: la vittoria del SI al taglio dei parlamentari e percentuali ben oltre la doppia cifra in Campania e in Puglia, dove gli ultimi sondaggi sembrano dare spazio a un cauto ottimismo; “Il Movimento si salva grazie alla Campania e alla Puglia”, sussurra una fonte di alto rango. Sulle conseguenze delle Regionali, si ragiona tra i pentastellati, peserà invece il dato Toscana: una sconfitta del centrosinistra lì non sarebbe imputabile alla mancata alleanza con il M5S, si sottolinea. Il tema è che i vertici del Movimento, forse anche più di quelli del Pd, chiudono anche al rimpasto. Troppo delicato il post-voto, il rischio è che anche il premier Giuseppe Conte alla fine ne venga investito. 



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