Fondi bloccati. Mancano oltre 400 decreti attuativi

Fonte: ultima rilevazione Openpolis

di Redazione | 30 Ottobre 2023 @ 05:10 | POLITICA
parlamento cambi di gruppo

All’interno del dibattito pubblico si dà poco spazio al tema dei decreti attuativi, anche se questo meriterebbe grande attenzione. Si tratta di una dinamica iniziata con il governo Draghi e che si conferma anche con l’attuale esecutivo.

Infatti, sono ancora più di 400 le attuazioni che mancano all’appello, causando così un blocco dell’erogazione di risorse già stanziate, molte delle quali risalenti a vecchie legislature.
Sono circa 9,2 miliardi di euro le risorse totali bloccate per la mancanza di decreti attuativi e molti di questi atti non sono stati pubblicati nonostante la legge avesse stabilito un termine preciso per tale adempimento.

Consideriamo solamente le attuazioni che devono ancora essere pubblicate, il governo Meloni sale al primo posto. Ma su quest’ultimo aspetto incide il fatto che le norme dell’attuale esecutivo sono molto recenti. Sono il 61,3% i decreti attuativi richiesti da norme del governo Meloni che devono ancora essere pubblicati.

A livello di singoli ministeri quello più coinvolto è il dicastero dell’economia con 309 decreti attuativi richiesti di cui 52 ancora da emanare. Seguono il ministero delle infrastrutture (222 attuazioni di cui 48 da emanare) e quello dell’interno (160 di cui 20 da emanare). Per quanto riguarda gli atti mancanti, in valore assoluto il ministero più in difficoltà è quello dell’ambiente (Mase) chiamato a pubblicare 65 attuazioni residue. Al secondo e al terzo posto invece ci sono i già citati Mef e Mit.

I decreti attuativi svolgono un ruolo fondamentale nel processo che porta all’erogazione di fondi a favore di cittadini, imprese, associazioni ed enti pubblici. A tali atti è demandato il compito di individuare le modalità di selezione dei soggetti beneficiari delle risorse e il modo in cui dovranno essere erogate. Senza tali indicazioni, l’ammontare di fondi messo a disposizione di fatto rimane solo sulla carta.

Sono in particolare 107 i decreti attuativi la cui emanazione sbloccherebbe l’erogazione di risorse già stanziate pari a circa 9,2 miliardi. Tra questi, il più rilevante è un atto di responsabilità del ministero delle imprese e del made in Italy che dovrebbe individuare criteri e modalità di riparto del fondo per la ricerca e lo sviluppo di tecnologie innovative.

Considerando le norme a cui manca ancora il maggior numero di decreti attuativi, al primo posto troviamo l’ultima legge di bilancio (48). Seguono il decreto Pa, sport e giubileo (22), il decreto Pnrr ter (19) e la legge di bilancio per il 2022 (16).

Per quanto riguarda lo smaltimento dell’arretrato non è coinciso esattamente con un aumento nella produzione di decreti attuativi, quanto piuttosto con lo stralcio di quelli ritenuti non più necessari.
Si è puntato, infatti, ad eliminare tutte quelle richieste divenute obsolete poiché superate da leggi pubblicate successivamente.

Inoltre, in passato è stato rilevato come alcuni decreti attuativi che sembravano essere necessari non fossero presenti nel dataset messo a disposizione. In questo modo diventa difficile monitorare l’implementazione delle norme e capire chi sia effettivamente responsabile della mancata o cattiva applicazione dei provvedimenti.

È importante perciò che ci siano degli strumenti, sempre a disposizione di analisti, media e cittadinanza, che consentano di valutare lo stato di implementazione delle leggi e l’operato dell’amministrazione pubblica, affinché le informazioni fornite siano complete ed esaustive a tutti i cittadini.



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