Scuole a Collemaggio, il Pd è contrario: “Meglio in centro”
di Alessio Ludovici | 05 Gennaio 2024 @ 05:00 | ATTUALITA'
L’AQUILA – La localizzazione del nuovo polo scolastico a Collemaggio è entrato anche nella discussione politica cittadina. E’ stato il Pd, ieri, con una nota ufficiale a criticare la scelta dell’amministrazione. Critiche sono arrivate anche da Casematte/3e32 e c’è chi, come l’architetto Marco Morante, suggerisce di ricorrere a un masterplan per una più armonica sistemazione dell’area di Collemaggio.
“L’amministrazione comunale – scrive il Pd – ha deciso di tirare dritto sul progetto del nuovo polo scolastico di Collemaggio che, nelle intenzioni, dovrebbe ospitare circa 1000 studenti della ex De Amicis, della Carducci e dell’infanzia di San Bernardino nell’area collinare che si trova tra il canile sanitario e il complesso Rotilio.”
“Se tutto dovesse filare liscio, senza intoppi, e se la direzione regionale dei Beni culturali dovesse decidere, in tempi brevi, di sciogliere il vincolo che grava sull’area, studentesse e studenti entrerebbero nelle nuove scuole non prima del 2030, a 21 anni dal terremoto.
Sorvolando, almeno stavolta, sul fallimento dell’amministrazione Biondi che, pur avendo indicato la ricostruzione dell’edilizia scolastica come una priorità già nel 2017, in 7 anni non ha inaugurato neanche una scuola, se non gli edifici di Pettino e Arischia la cui ricostruzione era stata avviata dall’amministrazione di centrosinistra, torniamo a chiedere al sindaco e alla sua Giunta di aprire un confronto con la città sulla futura localizzazione delle scuole.
Chiediamo un tavolo permanente con presidi, docenti, genitori e studenti, alla presenza degli Enti preposti. Oltre gli evidenti problemi di viabilità che porrebbe la localizzazione delle tre scuole a Collemaggio, e al momento non vengono indicate soluzioni, concentrare 1000 studenti in quell’area la renderebbe viva solo negli orari scolastici, privando al contempo il centro storico e altri quartieri della vita che ruota attorno alla scuola. Riteniamo necessario, al contrario, che si ‘diffondano’ le scuole sul territorio quale vero e proprio elemento rigenerativo urbano, tanto del centro storico – dove è imprescindibile collocare almeno un ciclo formativo, dall’infanzia alla secondaria di primo grado – quanto dei quartieri periferici, dentro un progetto urbanistico compiuto. E non si dica che non è possibile ricostruire scuole sicure in centro: è una bugia! Anzi, le scuole rappresentano una funzione di base essenziale, fondamentale in un centro storico, a meno di non voler condannarlo ad una mera vetrina commerciale.
Ma è proprio questo che manca, un progetto urbanistico compiuto: la fallita rifunzionalizzazione dell’ex opg di Collemaggio, con la volontà di costruire altri edifici senza che si sia trovata una vocazione per quelli esistenti, ne è una evidenza concreta.
Come per altre vicende urbane cittadine, si sta procedendo con interventi spot, o peggio ‘on demand’, a chiamata, senza un progetto completo, d’insieme, che potrebbe rivitalizzare un’area preziosissima. Non è questione ‘di parte’: bisogna dire basta a questa assenza di visione che sta precludendo lo sviluppo futuro della città.”
Contrari alla scelta, come detto, anche Casematte/3e32. “Perché costruire ex novo – scrivono – quando ci sono decine e decine di palazzi di proprietà pubblica, a partire da quelli adiacenti l’area in questione?”. “Un campus-ghetto isolato dai quartieri – insistono – non è altro che la prosecuzione del progetto di desertificazione insito nel pensiero del sindaco”.
Infine, dall’architetto Marco Morante, la riflessione sull’area di Collemaggio: “Il complesso edilizio sito sulla collina di Collemaggio, a L’Aquila, comprende un’area di 115.000 (centoquindicimila) mq adiacente l’omonima basilica e poco distante dal centro cittadino, già sede di varie strutture ospedaliere e un tempo luogo di uno storico manicomio. La sua rifunzionalizzazione starebbe procedendo ma sottraendo scuole di prossimità al tessuto residenziale urbano e senza un progetto d’insieme e dunque un ‘masterplan’. Come per altre vicende urbane tutte aquilane, si ‘ridisegna’ la città per accidenti oppure on-demand. Non è questione di poco conto né di parte: diciamo basta a questa assenza di visione che offende le intelligenze e annebbia le prospettive di tutti noi. Costruiamo finalmente, da cittadini vigili e consapevoli, un’alternativa capace di ‘pensare’ il futuro nostro e dei nostri figli!”


