La Perdonanza e il programma religioso

di Fra Piero Sirianni | 13 Agosto 2024 @ 05:07 | PERDONANZA
La prossima e imminente festa della Perdonanza di questo 2024 e il suo programma religioso

La prossima e imminente festa della Perdonanza di questo 2024 e il suo programma religioso sono stati presentati nel corso di una conferenza stampa ieri, lunedì 12 agosto, presso l’auditorium “Benedetto XVI” dell’Istituto Superiore di Scienze Religiose “Fides et Ratio” di L’Aquila; erano presenti all’evento: l’Arcivescovo della Città, mons. Antonio D’Angelo; don Daniele Pinton, direttore dell’ISSR aquilano; don Claudio Tracanna; il Vice Sindaco Raffaele Daniele; numerosi giornalisti.

Don Claudio ha aperto la mattinata, illustrando brevemente i prossimi eventi della Perdonanza e l’importante III Convegno storico-pastorale che si terrà a L’Aquila il prossimo sabato 7 settembre; di quest’ultimo, il canonico Pinton ha ampiamente parlato, illustrandone la storia, le motivazioni, le finalità. Il Vice Sindaco ha sottolineato come l’Amministrazione aquilana sia vicina a queste iniziative ecclesiali, poiché le sente come patrimonio comune anche per la cittadinanza.

Centrale è stato – invece – l’intervento di mons. Antonio D’Angelo, il quale ha parlato dell’evento della Perdonanza, declinato secondo le chiavi di lettura del perdono e della preghiera, della fiducia e della libertà. Egli ha esordito, affermando: «Siamo già in cammino da diversi anni, grazie alla passione e all’infaticabile opera del cardinale Giuseppe Petrocchi, il quale ha sempre promosso il centrale appuntamento aquilano con il perdono del Signore. «L’evento – lo sottolineo – conserva sempre un valore essenzialmente spirituale». L’Arcivescovo ha ricordato che la Perdonanza rimane inscindibilmente legata al Magistero di papa Francesco, il quale ha raggiunto il capoluogo abruzzese – in visita pastorale – nel 2022, e poiché nella Bolla di indizione del prossimo Giubileo viene citata l’opera di celestino V nel numero 5 del Documento pontificio: queste due realtà rendono, ancor di più, la Perdonanza un evento universale. Il perdono è stato definito da D’Angelo come un «dono necessario alla persona umana; non si può vivere senza il perdono». In merito alla libertà e alla fiducia, egli ha ripreso la parola evangelica che afferma: «La tua fede ti ha salvata; va’ in pace!» (Lc 7,50); e: «Coraggio, figlio, ti sono perdonati i peccati» (Mt 9,2), parola – questa –  pronunciata da Gesù verso il paralitico; quest’ultimo giaceva in una vita “bloccata”, e il perdono gli ha donato vita in pienezza. «Il perdono porta verità alla vita, e la persona ritrova l’immagine antica; il perdono restituisce fiducia e aiuta a ripartire dall’errore». «Tuttavia – aggiunge l’Arcivescovo – occorre anche darsi fiducia l’uno con l’altro; cioè, perdonarsi». La preghiera è stata definita non come un luogo e un tempo riservati, bensì come «relazione con Dio; nella cella interiore della persona, come ci ricordano i santi Padri del deserto»; la preghiera va riscoperta e vissuta. Essa può generare: empatia, armonia interiore, pace e perdono, luce. «Come curo la relazione con Dio, in tutti i momenti della mia vita?»: si chiede D’Angelo. La preghiera e il perdono generano conversione, cambiamento e vita nuova; ci ricordano che «siamo immagine e somiglianza». Ancora in merito alla Perdonanza e al Giubileo, l’Arcivescovo ci ha ricordato che «la vita è un pellegrinaggio, vissuto con la luce della speranza che viene da Lui»; egli ha sottolineato l’importante eredità che riceviamo da san Celestino V: siamo chiamati a godere di questo dono prezioso e a trasmetterlo agli altri, come compito e missione.

I presenti hanno accolto – poi – le domande dei giornalisti, in merito all’organizzazione dell’evento religioso e civile.



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