Mobilità elettrica in Italia: il divario con l’Europa sui costi di ricarica

di Redazione | 03 Febbraio 2025 @ 05:23 | ATTUALITA'
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Mobilità elettrica in Italia: il divario con l’Europa sui costi di ricarica – L’Italia si trova in una posizione svantaggiata rispetto ad altri Paesi europei per quanto riguarda i costi di ricarica delle auto elettriche. Secondo un’indagine condotta dall’associazione Codici, il prezzo dell’energia per la ricarica pubblica in Italia è il più alto tra i principali Stati dell’Unione Europea, rendendo l’acquisto e l’utilizzo di un veicolo elettrico economicamente poco conveniente rispetto alle alternative a combustione interna.

L’analisi prende in esame i costi della ricarica pubblica nei principali mercati europei: in Italia il prezzo medio si attesta a 0,65 euro/kWh, superando di gran lunga quello di Germania (0,21 euro/kWh), Francia (0,18 euro/kWh) e Spagna (0,13 euro/kWh). Questo divario, pur riducendosi leggermente nel caso dei carburanti fossili, vede comunque l’Italia tra le nazioni con i prezzi più alti: il diesel costa 1,672 euro/litro, poco più di Francia (1,670 euro/litro), Germania (1,495 euro/litro) e Spagna (1,455 euro/litro).

Prendendo come riferimento un’auto elettrica con un consumo medio di 0,2 kWh/km e un veicolo diesel con un rendimento di 17 km/l, emergono differenze significative nei costi al chilometro. In Italia, ricaricare un’auto elettrica presso le colonnine pubbliche comporta un costo di 0,13 euro/km, quasi il triplo rispetto alla Germania (0,042 euro/km), quattro volte di più rispetto alla Francia (0,036 euro/km) e cinque volte rispetto alla Spagna (0,026 euro/km). Se si analizzano i costi del diesel, la situazione è più equilibrata: l’Italia condivide lo stesso valore della Francia (0,098 euro/km), mentre la Germania (0,088 euro/km) e la Spagna (0,086 euro/km) risultano leggermente più convenienti.

La convenienza dell’auto elettrica in Italia viene messa in discussione anche considerando il tempo necessario per ammortizzare la spesa iniziale rispetto a un’auto diesel. Con un chilometraggio annuo di 30.000 km e tenendo conto dell’esenzione dalla tassa automobilistica per le vetture elettriche (circa 300 euro per il diesel), il costo della ricarica pubblica è talmente elevato da non permettere mai di compensare la spesa rispetto a un’auto a gasolio.

Negli altri Paesi analizzati, invece, l’ammortamento dell’investimento è possibile: in Germania si raggiunge l’equilibrio in circa 9,5 anni con un risparmio annuo di 1.000 euro rispetto al diesel, in Francia si arriva a 7,4 anni con un risparmio di 1.300 euro, mentre in Spagna bastano 6,5 anni per ottenere un vantaggio di 1.500 euro l’anno.

Un dato interessante emerge se si considera la ricarica domestica, che permette di abbassare i costi in Italia a 0,05 euro/km. In questa condizione, l’auto elettrica può diventare competitiva, con un tempo di compensazione di circa 6 anni e un risparmio annuo di 1.700 euro rispetto al diesel.

Con le attuali tariffe di ricarica, l’auto elettrica non rappresenta una scelta economicamente vantaggiosa rispetto al diesel, nemmeno considerando i benefici fiscali. Tuttavia, ricaricando a casa, la situazione migliora sensibilmente e il passaggio all’elettrico può diventare più interessante per gli automobilisti.

Mentre negli altri Paesi europei la transizione alla mobilità sostenibile è sostenuta da misure efficaci e da infrastrutture più accessibili, in Italia si continua a dibattere sulla questione senza adottare provvedimenti concreti. Il problema principale non è la scarsa domanda di auto elettriche, ma piuttosto la mancanza di incentivi adeguati e la speculazione sui costi della ricarica pubblica.



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