Acceso il Fuoco del Morrone, il messaggio di pace che arde da sette secoli
Prima giornata delle tappe sulmonesi e pratolane
di Fabio Iuliano | 17 Agosto 2025 @ 00:40 | PERDONANZA
SULMONA (AQ) – “Celestino non va confinato al 1294: il suo messaggio è fuori dal tempo”. Con queste parole, Pierino Giorgi, coordinatore del Movimento Celestiniano e presidente della Fraterna tau, ha aperto idealmente il cammino del Fuoco del Morrone, partito per la 46esima volta dall’eremo di Sant’Onofrio che sovrasta la città di Sulmona (L’Aquila), per segnare l’avvio della Perdonanza Celestiniana 2025.
Il corteo rievoca il viaggio compiuto da Pietro del Morrone, futuro Papa Celestino V, che lasciò l’eremo per raggiungere L’Aquila e ricevere la tiara pontificia. Un gesto che oggi rivive nella fiaccola accesa simbolicamente tra le rocce e poi portata a valle, attraversando l’Abruzzo lungo il Cammino di Celestino V, tra borghi, chiese e piazze.
La prima tappa è stata la chiesa di San Pietro Celestino a Bagnaturo, dove si è tenuto il momento dei saluti istituzionali, con la partecipazione del sindaco di Pratola Peligna Antonella Di Nino, del viceparroco don Benjamin Bra, della consigliera regionale Maria Assunta Rossi, del presidente del Consiglio comunale di Sulmona Franco Di Rocco, del consigliere Vincenzo Di Cesare, del consigliere comunale dell’Aquila Alessandro Maccarone, e del presidente del Comitato Perdonanza Celestiniana Unesco Ich Floro Panti.
Nel corso dell’incontro sono stati firmati i documenti delle “Perdonanze locali” e letta la Nuova Bolla del perdono e della riconciliazione. Un momento coordinato da Giulio Mastrogiuseppe dell’Associazione Celestiniana di Sulmona, organizzazione determinante, a suo tempo, anche ai fini dell’ottenimento del riconoscimento Unesco alla Perdonanza. Nel suo intervento dallo stesso palco, Giorgi ha ribadito il valore civile e attuale del messaggio celestiniano: “La Perdonanza è riconciliazione tra persone, prima ancora che tra uomo e Dio. Non è confessione: è un atto etico di pace tra chi ha offeso e chi ha ricevuto l’offesa. La forza civile del perdono fa crescere l’umanità e anche l’economia, perché nella pace c’è prosperità”.
Ha poi ricordato come Celestino V avesse promosso grance e fratrie, “antenate delle cooperative sociali, dove la gente lavorava insieme per la famiglia e per il bene collettivo. Istituì così la fiera del perdono, con uno statuto, per sostenere scambi giusti”. Secondo Giorgi, giustizia sociale ed economica sono parte integrante del perdono: “Riequilibrare chi ha di più e chi ha di meno. Se non fai giustizia sociale, che perdono vuoi praticare? La Perdonanza è pace con l’economia e benessere delle persone. Questo genera buon andamento del commercio e fiducia reciproca”.






Parole forti anche contro ogni strumentalizzazione religiosa: “Né Bibbia, né Vangelo, né Corano autorizzano ad uccidere in nome di Dio. È l’uomo che si nasconde dietro Dio per giustificare le proprie nefandezze. Guardiamo i bambini, guardiamo Israele, e rendiamoci conto”.
Il cammino del Fuoco del Morrone, sostenuto dai giovani runner di Atletica Abruzzo Academy, si concluderà il 23 agosto all’Aquila, in piazza Palazzo, con l’accensione del Tripode della Pace, che darà ufficialmente il via alla Perdonanza Celestiniana 2025. Quest’edizione è dedicata alla memoria di padre Quirino Salomone, guida spirituale del Movimento Celestiniano.


