Perdonanza, Marsilio: “sovrastati dall’enormità dell’evento”
di Michela Santoro | 24 Agosto 2022 @ 11:55 | PERDONANZAL’AQUILA. “Ci sentiamo quasi sovrasti dall’enormità dell’evento”, così Marco Marsilio, presidente della Regione Abruzzo, incontrato nel giorno inaugurale della 728° Perdonanza Celestiniana.
“Non si riesce quasi a spiegare a parole cosa possa davvero significare e, chissà se fino in fondo capiremo tutti quanti, me per primo, il significato profondo del messaggio di Celestino V.
Questa edizione – prosegue Marsilio dal palco – segna una data storica della Perdonanza, grazie alla presenza di Papa Francesco, prezioso suggello di un percorso straordinario curato e seguito con grande devozion, amore e partecipazione.
La Perdonanza è un patrimonio dell’Aquila e degli Abruzzesi, di una città e di un popolo che non hanno mai smesso di lottare, neanche quando sono stati colpiti dalle tragedie del terremoto.
L’Aquila e gli abruzzesi hanno proseguito sempre con fierezza e tenacia a ricostruire il futuro dei propri figli. Ma la Perdonanza – prosegue il presidente – è anche un patrimonio del mondo intero, un evento di valenza universale che pratica un coinvolgimento che va al di là delle cittadinanze; basti pensare che, quest’anno, vengono dall’Afganistan, dalla Cina e dal Venezuela i tre figuranti principali della Bolla del Perdono.
L’internazionalità e il vissuto dei tre protagonisti designati, riflettono più che mai lo spirito di pace, perdono ed accoglienza che contraddistinguono la Perdonanza Celestiniana, L’Aquila e l’Abruzzo.
Il Fuoco del Morrone portato a Collemaggio dai tedofori, esprimerà ancora una volta l’unità nel rendere attuale e vivo il messaggio di pace e di umiltà di Celestino V.
Questo fuoco simboleggia da millenni la vita dell’uomo, dell’umanità, l’energia, la luce, la speranza; un grande valore simbolico soprattutto quando viene portato mano dopo mano da una intera comunità.
La Perdonanza – sottolinea Marsilio – ha un significato che non è solamente religioso ma anche civile ed caratterizzato dall’impegno a costruire una società più giusta e coesa, attenta a chi è più in difficoltà, al centro della quale c’è la persona e il diritto a vedere tutelata la propria dignità.
Questa visione del mondo, vale come monito per tutti coloro che hanno responsabilità politiche, istituzionali e civili e va intessa anche come opportunità per tutta la società perché ne tragga un esempio, quello di adoperarsi per dare, ognuno nel proprio piccolo, un contributo rivolto al cambiamento.
L’intuizione di istituire la Bolla del Perdono di Celestino evoca, oggi più che mai, l’idea di una società non più divisiva e basata sui contrasti ma inclusiva e accogliente. L’idea stessa del perdono suggerisce un atto di riconciliazione”.
L’intervista


