Cartelle esattoriali ASL 1 per presunte mancate disdette
di Redazione | 18 Dicembre 2025 @ 12:13 | LA LEGGE E LA DIFESA
L’AQUILA – È stato depositato innanzi al Giudice di Pace di L’Aquila il primo di una lunga serie di ricorsi avverso le cartelle esattoriali emesse dall’Agenzia delle Entrate – Riscossione di L’Aquila, per conto della ASL 1 Avezzano–Sulmona–L’Aquila, relative a presunte “mancate disdette” di prenotazioni per visite ed esami.
La cittadina che si è vista recapitare la cartella esattoriale non ha provveduto al pagamento delle somme richieste, come accaduto in migliaia di altri casi, ma ha scelto di contestare l’atto ritenuto illegittimo, adendo l’Autorità giudiziaria con il patrocinio dell’Avv. Prof.ssa Carlotta Ludovici, recentemente eletta Consigliere Nazionale dell’Associazione dei Consumatori ADICU – APS (Ente del Terzo Settore), già responsabile dello sportello di L’Aquila e componente della Commissione paritetica per Poste Italiane.
Nel caso specifico, le richieste di pagamento avanzate dalla ASL 1 tramite l’Agente della Riscossione riguardano prestazioni sanitarie ed esami strumentali che risultano di fatto eseguiti. In tali circostanze, non poteva configurarsi alcuna mancata disdetta e, di conseguenza, non sarebbe dovuta alcuna “sanzione” aggiuntiva. Si tratterebbe, pertanto, di un tentativo di doppia richiesta economica: da un lato il ticket, dall’altro un importo ulteriore qualificato come sanzione.
A ciò si aggiunge un ulteriore profilo di criticità: le prenotazioni oggetto della cartella risalirebbero a circa dieci anni fa e, dunque, sarebbero ampiamente prescritte. In assenza di un limite temporale definito dalla legge, verrebbe meno una garanzia fondamentale per i cittadini, consentendo richieste di somme – anche non dovute – senza alcuna certezza dei termini. Inoltre, il silenzio protratto nel tempo e l’invio diretto di un atto esecutivo, senza alcun passaggio bonario preliminare, appaiono in contrasto con i principi di lealtà, trasparenza ed efficienza cui ogni Pubblica Amministrazione deve attenersi.
Il tema delle cartelle esattoriali, definite da molti cittadini “cartelle pazze”, è stato affrontato anche in sede istituzionale: nella Commissione Vigilanza della Regione Abruzzo, il 20 marzo scorso, l’allora Direttore Generale pro tempore della ASL 1, Prof. Ferdinando Romano, non avrebbe fornito risposte puntuali rispetto a richieste di pagamento giunte in modo diffuso e non riconducibile a criteri chiari. Ad oggi – secondo quanto emerso – sarebbero stati notificati oltre 150.000 avvisi di pagamento, con incassi già superiori a 2,5 milioni di euro.
Un ulteriore punto critico riguarda l’onere della prova in capo ai cittadini: la ASL 1 non avrebbe chiarito in che modo un utente possa dimostrare oggi una disdetta telefonica risalente, ad esempio, al 2015, modalità che per anni ha rappresentato prassi ordinaria. Per le annualità in contestazione non risultano, inoltre, modalità obbligatorie alternative di disdetta. Si determinerebbe così una vera e propria “probatio diabolica”, con conseguente compressione – se non sostanziale privazione – del diritto di difesa costituzionalmente garantito.
Le contestazioni, inoltre, dovrebbero essere effettuate nell’immediatezza e non a distanza di anni, quando l’asserito credito risulta in molti casi prescritto. In ogni caso, grava sulla Pubblica Amministrazione l’onere di dimostrare l’effettiva comunicazione, chiara e preventiva, dell’obbligo di disdetta e delle conseguenze in caso di mancata comunicazione. Nel caso in esame, invece, la cittadina sarebbe stata raggiunta per la prima volta direttamente dalla cartella esattoriale, senza alcun previo avviso bonario.
Alla luce di quanto sopra, si invita per il futuro a effettuare le eventuali disdette in modalità telematica, richiedendo e conservando sempre ricevuta o attestazione. Contestualmente, si invitano i cittadini che hanno ricevuto cartelle analoghe a rivolgersi allo Sportello ADICU di L’Aquila per valutare la presentazione di ricorsi e tutelare i propri diritti nelle sedi competenti.


