Tempera, Progetto CASE: un nuovo video documenta disagi e problemi ancora irrisolti
di Redazione | 19 Dicembre 2025 @ 08:22 | ATTUALITA'
L’AQUILA – A circa tre mesi dai primi interventi messi in campo dal Comune dell’Aquila, la situazione abitativa nel Progetto CASE di Tempera continua a presentare criticità significative. “Con questo video abbiamo voluto documentare lo stato attuale del complesso, mostrando come molti dei problemi segnalati dai residenti siano ancora irrisolti”, spiegano Gabriele Ferrara e Gamal Bouchaib, autori del servizio.
Le immagini raccolte evidenziano in particolare la presenza costante dei piccioni, che continua a incidere pesantemente sulla vivibilità degli spazi. “Tetti, balconi e aree comuni risultano ancora interessati da escrementi, con odori forti e persistenti che rendono difficile la vita quotidiana, soprattutto ai piani più alti, dove spesso è impossibile aprire le finestre senza il rischio di far entrare i volatili”, raccontano.
Oltre ai problemi igienico-sanitari, il video documenta diversi disservizi strutturali già segnalati dagli abitanti: un ascensore fuori uso da tempo, muri danneggiati, tubature fognarie con perdite di liquami e accumuli di rifiuti nei garage. “In alcune abitazioni – spiegano ancora – persistono anche problemi con il segnale televisivo, funzionante solo in modo parziale o del tutto assente”.
Circa tre mesi fa, anche in seguito alla pressione mediatica, il Comune era intervenuto con la pulizia di alcune aree comuni e l’installazione di dissuasori per volatili su alcune porzioni dei tetti. “Si tratta di interventi importanti, ma parziali – sottolineano Ferrara e Bouchaib – che non hanno risolto le criticità principali, come confermano le segnalazioni dei residenti, ancora alle prese con disagi quotidiani”.
“L’obiettivo di questo lavoro è offrire una fotografia completa della situazione attuale, mettendo al centro le esperienze di chi vive nel Progetto CASE di Tempera”, concludono. “Vogliamo dare voce diretta agli abitanti e fornire elementi oggettivi alle istituzioni, perché a quasi tre mesi dagli ultimi interventi resta ancora molto da fare per garantire condizioni di vita dignitose”.


