Aura Materials, proclamato lo stato di agitazione: chiesto incontro al Prefetto
di Alessio Ludovici | 12 Gennaio 2026 @ 12:44 | ATTUALITA'
L’AQUILA – È stato proclamato lo stato di agitazione delle lavoratrici e dei lavoratori di Aura Materials. A renderlo noto sono le segreterie provinciali di Fim Cisl, Fiom Cgil e Uilm Uil, insieme alle RSU aziendali, in una comunicazione ufficiale inviata alla Prefettura dell’Aquila, al Comune dell’Aquila, alla Regione Abruzzo e agli altri enti competenti.
Nella nota, le organizzazioni sindacali spiegano che la decisione nasce dalla grave situazione che perdura presso lo stabilimento e dall’esito dell’incontro svoltosi il 17 dicembre 2025 in Regione Abruzzo sulla richiesta di Cassa integrazione guadagni straordinaria. In quella sede, viene ricordato, la Regione ha comunicato “l’impossibilità di convocare le Parti in sede regionale ai sensi dell’art. 24 del D. Lgs. n. 148/2015, a causa della non conformità della causale di CIGS presentata”.
I sindacati ricostruiscono quindi le tappe della crisi, ricordando che il 2 ottobre 2025 l’azienda ha avviato la procedura di composizione negoziata della crisi e che, con una nota del 17 ottobre, l’amministratore unico ha disposto la sospensione di tutte le attività lavorative, collocando di fatto l’intero personale in CIGO. Ammortizzatore che, però, è scaduto il 24 novembre 2025, lasciando i lavoratori senza alcuna copertura di sostegno al reddito.
Secondo quanto riportato nella nota, alla mancanza di certezze sul piano occupazionale si aggiungono condizioni materiali particolarmente critiche dello stabilimento, che attualmente risulterebbe privo di acqua per i servizi igienico-sanitari e di gas per il riscaldamento. Una situazione che, sottolineano le organizzazioni sindacali, rende ancora più difficile la quotidianità delle maestranze.
Particolarmente grave anche il capitolo retributivo. La società, si legge nel documento, non avrebbe provveduto al pagamento dei salari di settembre 2025, né di quelli di novembre e dicembre 2025, oltre alla tredicesima mensilità. Trattandosi di mensilità non coperte da cassa integrazione, gli importi restano interamente a carico dell’azienda.
Per i sindacati, questo quadro sta producendo “gravi difficoltà economiche e sociali alle lavoratrici e ai lavoratori, molte delle quali monoreddito, e alle loro famiglie”, lasciando le maestranze “in una condizione di totale incertezza e precarietà”. Da qui la richiesta di una convocazione urgente delle parti, affinché vengano adottate misure immediate a tutela dei lavoratori e si possa individuare una soluzione condivisa alla vertenza.


