Sanità, cala la mobilità passiva in Abruzzo: nel 2024 scende a 86 milioni
di Redazione | 05 Marzo 2026 @ 10:23 | SANITA'
Diminuisce, per il secondo anno consecutivo, il saldo della mobilità passiva in Abruzzo che per il 2024 scende a –86 milioni di euro, contro gli 89 del 2023 e i 98 del 2022.
Lo comunica l’assessore alla Salute Nicoletta Verì commentando gli ultimi dati elaborati dal Dipartimento Sanità della Regione.
Cresce la mobilità attiva e la domanda da altre regioni
“La variazione, pari a oltre 11 milioni e mezzo di euro in meno – sottolinea l’assessore – indica una riduzione del disavanzo connesso agli spostamenti sanitari interregionali. L’elemento più rilevante di questo andamento è rappresentato dalla crescita della mobilità attiva, ossia delle prestazioni erogate a cittadini residenti in altre regioni”.
Tra il 2022 e il 2024 il valore complessivo della mobilità attiva è passato da 89 milioni a 110 milioni di euro, con un incremento superiore ai 21 milioni. Un dato che riflette l’aumento della domanda di servizi sanitari abruzzesi da parte di utenti provenienti da altre regioni.
Ricoveri e specialistica in aumento
Nel dettaglio, i ricoveri ospedalieri registrano una crescita costante: la mobilità attiva per questa voce è salita dai 71 milioni di euro del 2022 ai 79 milioni del 2024.
Andamento analogo anche per la specialistica ambulatoriale, che passa da 8 milioni 730mila euro a 14 milioni 653mila euro nello stesso periodo, evidenziando un ampliamento dell’attrattività nell’area diagnostica e clinica territoriale.
L’Abruzzo si posiziona così in una fascia intermedia tra le regioni italiane, alle spalle di Liguria e Basilicata e davanti a Sardegna e Lazio.
“Il rafforzamento della capacità attrattiva, in particolare nei ricoveri e nella specialistica ambulatoriale – aggiunge Nicoletta Verì – appare come il principale fattore alla base della riduzione del disavanzo. Questo conferma che le azioni messe in campo negli ultimi anni da questo governo regionale stanno portando i risultati auspicati”.
Sull’assistenza ospedaliera, secondo l’assessore, hanno inciso il potenziamento dell’alta complessità e l’attenzione delle strutture regionali nell’erogazione delle prestazioni che storicamente registravano un maggiore indice di fuga. Per la specialistica, invece, determinante è stata la sinergia tra gli interventi per la riduzione delle liste di attesa e il potenziamento del sistema di offerta pubblico, con nuovi punti erogativi e dotazioni tecnologiche più avanzate.


