Referendum, Travaglio all’Aquila: “Una schiforma contro i cittadini”
di Alessio Ludovici | 12 Marzo 2026 @ 22:20 | POLITICA
L’AQUILA – “Non è una riforma della giustizia, ma degli equilibri tra magistratura e politica. E a rimetterci saremo noi cittadini”.
Marco Travaglio attacca frontalmente la riforma della giustizia al centro del referendum durante l’incontro organizzato all’Aquila dal comitato “Società civile per il No”, ospitato nella libreria Colacchi. All’iniziativa, moderata dal giudice Tommaso Pistone, sono intervenuti anche il costituzionalista Fabrizio Politi e il magistrato Fabio Picuti.
Il direttore del Fatto Quotidiano, intervenuto in videocollegamento, ha definito il provvedimento una “schiforma”, sostenendo che non incide sui problemi reali della giustizia italiana. “Non tocca minimamente la durata dei processi né la loro efficienza”, ha detto. “Per farlo bisognerebbe modificare radicalmente il codice di procedura penale, mentre qui si interviene addirittura su sette articoli della Costituzione”.
Secondo Travaglio la riforma rischierebbe invece di aumentare il peso della politica nel sistema giudiziario. “Si racconta che sia una guerra tra magistrati e politici per convincere i cittadini che non li riguardi – ha spiegato – ma in realtà riguarda proprio noi. Le vittime di questa riforma siamo i cittadini”.
Tra i punti criticati dal giornalista anche la riorganizzazione del Consiglio superiore della magistratura. “Si triplicano gli organismi – ha osservato – con costi che passerebbero da circa 50 a 150 milioni l’anno, senza risolvere alcun problema concreto”.
Travaglio ha poi contestato l’idea che i giudici siano troppo vicini ai pubblici ministeri. Citando dati del Ministero della Giustizia, ha ricordato che “in oltre la metà dei casi, circa il 54%, i giudici decidono in modo diverso dalle richieste dei pm”.
Altro nodo della riforma, secondo il direttore del Fatto Quotidiano, è il rischio di trasformare il pubblico ministero in una sorta di “avvocato dell’accusa”. “Il pm oggi deve cercare la verità, non ottenere condanne a tutti i costi”, ha detto. “Se diventasse un accusatore di parte aumenterebbero gli errori giudiziari”.
Nel corso dell’incontro Travaglio ha invitato a votare contro la riforma: “Per un cittadino che non delinque votare sì è autolesionistico. Gli unici a cui conviene sono quelli che sperano di diventare intoccabili”.


