Turismo, investimenti e nuove prospettive: a Palazzo Grazioli il confronto di Federturismo

Investire nel turismo italiano. Capitali, strategie e prospettive di crescita

di Sabrina Giangrande | 23 Aprile 2026 @ 06:00 | ATTUALITA'

ROMA – Il turismo come industria strategica e motore di sviluppo del Paese. È questo il quadro emerso dal convegno “Investire nel turismo italiano. Capitali, strategie e prospettive di crescita”, promosso da Federturismo Confindustria e ospitato nella mattinata di ieri, a Palazzo Grazioli, alla presenza della presidente Marina Lalli e del ministro del Turismo Gianmarco Mazzi.

Il settore turistico si conferma sempre più come un ecosistema complesso, in cui convergono tecnologia, sostenibilità, finanza e creatività, capace di attivare filiere trasversali e attrarre investimenti internazionali. Non più soltanto comparto economico, ma leva strategica per la crescita e la competitività del sistema Paese.

I numeri raccontano una fase espansiva: nel 2025 il turismo ha raggiunto i 237 miliardi di euro di Pil, contribuendo per oltre il 13% all’occupazione nazionale e registrando 479 milioni di presenze (+2,3%). Determinante il ruolo dei flussi internazionali, con oltre 60 miliardi di euro di spesa. Prospettive positive anche per il 2026, sostenute da nuovi investimenti e da una domanda globale in crescita.

“Una crescita che da sola non basta”, ha sottolineato Lalli, evidenziando come il settore resti esposto alle dinamiche geopolitiche e alla crescente competizione internazionale. Da qui la necessità di un approccio integrato che punti su infrastrutture digitali, sostenibilità, innovazione dell’offerta e strumenti fiscali adeguati.

Sulla stessa linea l’intervento del ministro Mazzi, che ha invitato a una narrazione più responsabile del turismo: «Turismo fa rima con ottimismo. Dobbiamo sostenere questo settore evitando allarmismi e comunicazioni distorte che rischiano di danneggiarlo». Il ministro ha inoltre evidenziato dati in controtendenza, come l’aumento delle intenzioni di viaggio degli statunitensi verso l’Italia.

Al centro del dibattito anche il ruolo della finanza e degli strumenti di investimento. Negli ultimi anni si è assistito a una progressiva diversificazione delle fonti di finanziamento: ai tradizionali prestiti bancari si affiancano fondi di investimento, partenariati pubblico-privati e modelli più flessibili, in grado di sostenere la crescita delle imprese turistiche.

Significativo il contributo di Invitalia, che nel triennio 2023-2025 ha sostenuto 16.500 imprese con oltre 4 miliardi di euro di investimenti, attraverso incentivi, crediti d’imposta e contratti di sviluppo rifinanziati fino al 2029. Tra le misure per il 2026 spicca il Fondo Turismo, con una dotazione di 109 milioni di euro destinata a progetti di riqualificazione, sostenibilità ed efficientamento energetico.

L’Italia si conferma inoltre tra i mercati leader dell’hospitality: nel 2025 il comparto alberghiero si è affermato come seconda asset class per attrazione di capitali nel real estate, subito dopo il retail. Parallelamente cresce il peso dei pagamenti digitali, destinati a consolidarsi nel tempo in linea con le nuove abitudini dei viaggiatori.

La competitività del turismo passa dunque da una visione sistemica, in cui digitalizzazione, sostenibilità e diversificazione dell’offerta si intrecciano. La sfida non è solo sostenere la crescita, ma trasformare il modello di sviluppo rendendolo più resiliente e capace di generare valore diffuso.

Nel corso del confronto è emerso anche il tema dei turismi emergenti, tra cui quello itinerante. A rappresentarlo, tra gli altri, l’esperienza di BluPoint L’Aquila, realtà attiva nel settore camper. «Il turismo in Italia non va scoperto ma guidato – è stato sottolineato richiamando le parole di Lalli – e il camper rappresenta una delle nuove forme di viaggio».

Un comparto che, pur contando circa 270.000 mezzi circolanti e altrettante famiglie coinvolte, resta spesso marginale nei grandi tavoli di programmazione. Da qui la richiesta di maggiore attenzione e di inclusione nelle politiche di incentivo, anche alla luce delle opportunità offerte da un turismo più lento, diffuso e sostenibile.

Una sollecitazione raccolta dalla presidente Lalli, che ha riconosciuto il valore del settore: «Si tratta di un turismo che va attenzionato nei prossimi anni e a cui va data la giusta rilevanza».

Il confronto di Palazzo Grazioli ha dunque ribadito come il turismo italiano, per continuare a crescere, debba puntare su investimenti mirati, innovazione e capacità di leggere i cambiamenti in atto. In questo scenario, anche i segmenti meno tradizionali, come il turismo itinerante, sono chiamati a giocare un ruolo sempre più centrale.



TAGS