Crisi Valle Peligna in piazza a Sulmona

Sindacati: «Servono risposte certe e immediate»

di Redazione | 31 Dicembre 2025 @ 15:59 | ATTUALITA'
Crisi Valle Peligna

SULMONA – Si è svolta oggi, 31 dicembre 2025, la manifestazione promossa dalle organizzazioni sindacali per richiamare l’attenzione sulla crisi strutturale della Valle Peligna, segnata da un progressivo declino economico, dalla perdita di posti di lavoro e da una riduzione costante dei servizi essenziali. Un quadro che, nel corso degli anni, ha favorito la chiusura di numerose attività produttive e accelerato lo spopolamento del territorio, con ricadute evidenti sul tessuto sociale, economico e culturale dell’area.

La mobilitazione odierna si inserisce in una vertenza che ha radici lontane. Già quasi vent’anni fa lavoratori e lavoratrici, insieme alle organizzazioni sindacali, avevano scioperato e manifestato per contrastare chiusure, delocalizzazioni industriali e il ridimensionamento dei servizi pubblici. Da quelle proteste nacque un Protocollo d’intesa per il rilancio della Valle Peligna, firmato dal Ministero dello Sviluppo Economico, che riconobbe l’area come “area di crisi industriale complessa”. A distanza di dieci anni, nel 2017, una nuova protesta tornò a denunciare la mancata attuazione di quell’accordo e l’assenza di interventi capaci di arrestare il declino socio-economico.

Un territorio che perde abitanti e opportunità

I dati richiamati durante la manifestazione restituiscono la dimensione del problema. Dal 2005 al 2025 la Valle Peligna ha perso il 13,56 per cento della popolazione, pari a 6.810 residenti in meno. Numeri che raccontano una desertificazione progressiva, non limitata ai singoli comuni ma estesa all’intero comprensorio, con effetti che si riflettono sull’offerta di servizi, sull’occupazione e sulla tenuta delle comunità locali.

Secondo quanto evidenziato dai promotori, lo spopolamento delle aree interne non riguarda una ristretta fascia di popolazione, ma coinvolge l’intero Paese. I piccoli comuni e le aree rurali, pur attraversando una fase critica, restano centrali per l’equilibrio economico e sociale nazionale e richiedono politiche del lavoro mirate, capaci di tutelare il territorio e chi lo abita.

Il confronto con istituzioni e rappresentanze

La manifestazione è stata concepita non solo come momento di denuncia, ma come occasione di confronto pubblico. In piazza, accanto a lavoratori e lavoratrici, pensionati, studenti e cittadini, hanno partecipato i sindaci della Valle Peligna, della Valle Subequana e dell’Alto Sangro, consiglieri regionali, assessori della Giunta regionale, il presidente dell’Ordine degli Avvocati di Sulmona, rappresentanti delle associazioni di categoria, dei partiti politici e dei movimenti, oltre alle organizzazioni sindacali promotrici.

L’obiettivo dichiarato è stato quello di costruire un percorso condiviso e partecipato, capace di superare frammentazioni e interessi particolari, per affrontare una crisi che richiede un impegno collettivo.

La richiesta di un tavolo di crisi

Al termine della mobilitazione, i sindacati hanno ribadito la necessità di aprire con urgenza un tavolo di crisi dedicato alla Valle Peligna e di portare formalmente la vertenza all’attenzione del Ministero delle Imprese e del Made in Italy (MIMIT). Una richiesta motivata dalla storia industriale dell’area, che a partire dagli anni Sessanta aveva conosciuto una rapida crescita grazie all’insediamento di imprese nei settori chimico, elettronico, metalmeccanico, alimentare, tessile e dell’arredamento.

Nel tempo, delocalizzazioni, chiusure e riduzioni di personale hanno progressivamente indebolito quel tessuto produttivo, senza che si affermasse un modello di sviluppo alternativo in grado di compensare le perdite occupazionali. Oggi il territorio si trova privo di adeguate garanzie salariali e di prospettive stabili di lavoro.

Investimenti, servizi e infrastrutture

Tra i punti centrali emersi dalla manifestazione figura la richiesta di interventi pubblici e privati orientati al rilancio del territorio. Da un lato, l’incentivazione di nuovi insediamenti produttivi; dall’altro, il sostegno e il rafforzamento delle realtà esistenti, con una diversificazione del sistema economico che valorizzi le competenze già presenti.

Accanto al lavoro, viene indicata come prioritaria la tenuta dei servizi alle persone: sanità, istruzione, formazione e reti infrastrutturali materiali e immateriali. Strade, ferrovie, collegamenti digitali e reti idriche rappresentano elementi ritenuti essenziali per ridurre l’isolamento delle aree interne e rendere la Valle Peligna attrattiva sotto il profilo economico e sociale. In questo quadro rientra anche la richiesta di una fiscalità di vantaggio, pensata per favorire investimenti e contrastare il divario territoriale.

Il manifesto unitario

Durante la giornata è stato presentato alle istituzioni un manifesto unitario che sollecita l’avvio immediato di un confronto strutturato, certo e verificabile, sia a livello regionale sia a livello ministeriale. Tra le richieste figurano strumenti specifici per affrontare la crisi dell’automotive e dei grandi servizi, oltre al riconoscimento della Valle Peligna come area di crisi complessa o ad alto impatto sociale.

I promotori hanno infine annunciato che l’impegno delle istituzioni verrà monitorato nel tempo e che le mobilitazioni proseguiranno, ribadendo un principio indicato come non negoziabile: mai più un posto di lavoro in meno.



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