L’Aquila, 40 migranti trasferiti verso Calabria e Basilicata

di Fabio Iuliano | 12 Novembre 2025 @ 05:11 | CRONACA

L’AQUILA – Questa mattina 40 migranti richiedenti asilo sono stati trasferiti fuori regione in strutture di accoglienza a Potenza, per 22 di loro, e Matera, per i restanti 18. Erano all’Aquila da alcuni giorni.

La comunicazione era stata data direttamente ai giovani, provenienti soprattutto da Pakistan e Afghanistan. Alcuni volontari della Mensa Celestiniana, che parlano urdu, hanno raccolto le informazioni. Ai migranti era stato chiesto ieri di presentarsi per la partenza.

Il trasferimento segue quello delle scorse settimane, quando 44 persone erano già state accompagnate in Calabria con un autobus partito dalla Questura, nell’ambito della redistribuzione verso i Cas disponibili.

Dai 25 iniziali il numero dei migranti presenti in città era aumentato. “Questa sera (ieri nda) sono presentati in 41 – riferisce Paolo Giorgi, responsabile della Fraterna Tau – Distribuiamo coperte e giacconi, ma non sempre bastano”.

In attesa di una sistemazione, nelle ultime notti i migranti avevano stazionato tra piazza d’Armi e il centro storico, senza un luogo dove dormire, costretti a trovare riparo in spazi di fortuna con temperature vicine allo zero.

Sul tema interviene il consigliere comunale di Azione, Enrico Verini, che pone il tema della prospettiva di autonomia come elemento centrale della gestione. “La soluzione”, piega, “non può essere lasciare persone in strada. Chi amministra aveva il dovere di trovare un trasferimento verso territori dove potessero avere una reale prospettiva di lavoro e, con il lavoro, provvedere a sé stessi, pagandosi una casa, del cibo e una vita libera dal bisogno”.

Verini sottolinea che L’Aquila non dispone di settori produttivi in grado di assorbire nuova manodopera non formata. “Qui non c’è un’economia industriale o agroalimentare in grado di offrire impiego immediato. La priorità della politica locale deve essere creare lavoro per i nostri giovani. Senza lavoro non c’è dignità”.

In questo quadro, il consigliere ritiene corretto il trasferimento rapido, realizzato in coordinamento con Prefettura e Questura: “Se il Comune avesse offerto soluzioni dirette, nel giro di pochi giorni sarebbero arrivate centinaia di persone e la situazione sarebbe diventata ingestibile”.

Verini chiude con un appello riguardo al patrimonio edilizio pubblico: “Questa gente arriva attirata dall’idea di una casa del Progetto Case. Bisogna smantellare l’eccedenza abitativa fatiscente o la città rischia di diventare un polo di disagio proveniente da tutta Italia”.



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