Verini (Azione L’Aquila) e Padovani: “Centro spento, attività in difficoltà”

di Redazione | 01 Aprile 2026 @ 10:37 | POLITICA
VERINI-PADOVANI

L’AQUILA – L’Aquila: “Centro spento, attività in difficoltà” – “Passato marzo, al netto della giornata inaugurale, andando in giro per la nostra città, avreste la percezione di essere nella Capitale italiana della cultura 2026?”. È la domanda che i consiglieri comunali Enrico Verini e Gianni Padovani rivolgono agli aquilani, esprimendo forte preoccupazione per l’andamento dell’anno culturale.

“Noi no, e ne siamo profondamente dispiaciuti” affermano, sottolineando come, nonostante l’orgoglio per il riconoscimento, la città non stia esprimendo appieno il proprio potenziale.

Turismo, commercio e centro storico in difficoltà

I consiglieri spiegano di aver avviato un confronto con commercianti e operatori turistici, raccogliendo segnali allarmanti: “Dal 1 gennaio le presenze turistiche si sono drasticamente ridotte rispetto all’anno passato e molte attività, per ‘tirare a campare’, si rivolgono alle maestranze della ricostruzione. Una presenza che non può essere spacciata per turismo”.

Critiche anche alla situazione del commercio: “I negozi del centro lamentano tutti un pauroso calo del fatturato, mentre si continua ad attribuire la colpa ad Amazon, una lettura superficiale considerando l’apertura di numerosi centri commerciali periferici”.

Preoccupante, secondo Verini e Padovani, anche lo stato delle vie secondarie del centro storico, da via Patini a via Sassa, descritte come “buie e spoglie”, così come la situazione di Piazza Duomo, ritenuta priva di una chiara identità.

Servizi mancanti e ritardi strutturali

Nel mirino anche le carenze strutturali e i ritardi su opere fondamentali: “La Capitale italiana della Cultura non è stata in grado di riaprire una scuola pubblica in centro”, evidenziano, citando come esempio virtuoso quello delle Suore Micarelli.

Non mancano poi i riferimenti all’Università, accusata di ritardi nella ricostruzione delle sedi nonostante i fondi ricevuti, e ai servizi culturali assenti: “Manca una biblioteca, manca un cinema e il Teatro comunale non riapre. È un’assurdità”.

Anche sul fronte degli eventi le perplessità restano: “Abbiamo provato a consultare il programma di Pasqua, anche su richiesta di amici da fuori città, ma ci siamo vergognati di non saper offrire una proposta attrattiva”.

“Così non va” concludono i consiglieri, rinnovando al sindaco la disponibilità al confronto: “Forse siamo ancora in tempo, ma ogni giorno perso non tornerà più”.



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