Ma quanti sono davvero gli aquilani?

di Alessio Ludovici | 05 Febbraio 2026 @ 21:06 | ATTUALITA'
l'aquila

L’AQUILA – Gli aquilani sono oggi poco più di 71mila. Secondo i numeri dell’Ufficio statistico comunale, la popolazione residente nel Comune dell’Aquila è cresciuta, “passando dai 70.088 abitanti del 2017 ai 71.529 del 2025”, con un incremento del 2,06%, “in un periodo in cui la popolazione italiana è diminuita del 2,6%”, dato in linea con le rilevazioni Istat.

I virgolettati sono deii capigruppo di maggioranza in Consiglio comunale – Leonardo Scimia (Fratelli d’Italia), Alessandro Maccarone (L’Aquila Protagonista), Daniele D’Angelo (Forza Italia), Daniele Ferella (Lega) e Fabio Frullo (Udc) – che, replicando a un comunicato firmato da Enrico Verini e Gianni Padovani, parlano di una lettura, da parte delle opposizioni, “mistificante” dello stato di salute della città. “Parlare di una città vuota significa, semplicemente, dire il falso”, scrivono, richiamando anche il dato relativo al centro storico, dove “i residenti sono aumentati del 15%, passando da 5.903 a 6.784 unità”.

Secondo la maggioranza, anche il quadro economico sarebbe stato “volutamente travisato”. “Le utenze TARI nel centro storico sono aumentate dell’11,5% nel solo ultimo anno” e, nel periodo 2022–2025, “le attività economiche aperte superano nettamente quelle cessate”, con un saldo positivo di +26. “Le chiusure citate rientrano in una fisiologica dinamica urbana e non giustificano alcun allarmismo”, aggiungono, invitando a “smetterla con la demonizzazione di ogni attività commerciale che apre in città, sia essa in frazione o in periferia”.

Nel comunicato viene inoltre ricordato il rientro progressivo degli uffici pubblici nel centro storico. “Operano quotidianamente circa duecento dipendenti pubblici”, spiegano i capigruppo, sottolineando che “nei prossimi mesi è previsto il ritorno di nuovi enti pubblici nelle loro sedi storiche”. A questi dati si affianca il ruolo del sistema universitario, che “registra un aumento degli iscritti, in particolare da fuori regione e dall’estero”.

Numeri antitetici alle letture di Enrico Verini e Gianni Padovani. Nel loro intervento, L’Aquila viene descritta come “una città che vive solo a intermittenza”, segnata da “una crisi silenziosa ma profonda”, con una popolazione che – secondo i firmatari – sarebbe scesa sotto i 70mila abitanti.

Soprattutto, Verini e Padovani parlano di un centro storico sempre più simile a “un parco urbano ordinato e restaurato, ma privo di una vita reale”, caratterizzato da “serrande abbassate, attività che chiudono o non aprono mai e strade deserte per gran parte dell’anno”. Particolarmente critica, secondo i due esponenti centristi, la situazione dei servizi: “Senza scuole, senza servizi di prossimità e senza un tessuto commerciale solido, la residenzialità diventa un miraggio”, scrivono, denunciando una strategia amministrativa che punterebbe più sull’immagine che sulla sostanza.

I dati hanno se non altro il merito di delimitare il campo della discussione per il futuro. Dentro questo c’è materia di discussione.



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