M5S: eliminato il ruolo del Garante

di Redazione | 24 Novembre 2024 @ 18:39 | POLITICA
Il Movimento 5 Stelle rimuove la figura del Garante, segnando una svolta nella sua struttura interna.

Il Movimento 5 Stelle (M5S) ha recentemente intrapreso una significativa trasformazione interna, culminata con l’eliminazione del ruolo del Garante, storicamente ricoperto dal fondatore Beppe Grillo. Questa decisione, approvata con il 63% delle preferenze durante l’Assemblea Costituente, rappresenta un punto di svolta nella struttura e nella governance del movimento.

La nascita e l’evoluzione del ruolo del Garante

Il ruolo del Garante è stato istituito nel 2009, anno di fondazione del M5S, con l’obiettivo di preservare i principi fondamentali del movimento e garantire la coerenza con i valori originari. Beppe Grillo, co-fondatore insieme a Gianroberto Casaleggio, ha incarnato questa figura, esercitando un’influenza determinante nelle decisioni strategiche e nella direzione politica del movimento.

Le motivazioni dietro la rimozione del Garante

La decisione di eliminare il ruolo del Garante è maturata in un contesto di riflessione interna sul futuro del M5S. L’attuale presidente, Giuseppe Conte, ha promosso una riforma strutturale mirata a rendere il movimento più democratico e meno dipendente da figure carismatiche. L’obiettivo dichiarato è quello di favorire una leadership collegiale e una maggiore partecipazione degli iscritti alle decisioni cruciali.

La rimozione del Garante ha suscitato reazioni contrastanti tra i membri del M5S. Da un lato, alcuni esponenti vedono questa scelta come un passo necessario verso la maturità politica e l’autonomia decisionale del movimento. Dall’altro, c’è chi esprime preoccupazione per la perdita di una figura simbolica che ha rappresentato l’identità e la coerenza del M5S sin dalla sua nascita.

“Non mi sarei mai aspettato che il garante si mettesse di traverso ed entrasse a gamba tesa. Un garante che ci ha detto da subito e lo ha ripetuto con Pec e video che si sono alcune cose di cui potete discutere e altre no. Questo ha creato un cortocircuito”. Con queste parole alla Costituente del M5S a Palazzo dei Congressi a Roma, Giuseppe Conte chiude in via definitiva la questione del “garante”. “Non è stato mai uno scontro fra il garante e il sottoscritto”, afferma Conte che ribadisce il no al divieto di alleanze e dice “siamo progressisti”. 

Implicazioni per il futuro del M5S

L’eliminazione del ruolo del Garante apre una nuova fase per il Movimento 5 Stelle. Sarà fondamentale osservare come questa riforma influenzerà la dinamica interna e la capacità del movimento di affrontare le sfide politiche future. La transizione verso una leadership più collegiale potrebbe favorire una maggiore inclusività, ma comporta anche il rischio di frammentazione se non gestita con attenzione.

E Grillo ha atteso la fine delle votazioni per commentare a suo modo la Costituente. «Da francescani a gesuiti», scrive il fondatore in una storia su WhatsApp, con tanto di foto del sasso della chiesa romana di San Francesco a Ripa con dettaglio sul «sasso dove posava il capo il serafico padre San Francesco». Il Movimento, si sa, si è sempre ispirato a San Francesco come cardine. E Grillo racconta così la trasformazione. C’è chi spiega che «la missione principale dei Francescani è quella di seguire l’esempio del santo, vivendo una vita umile e a servizio agli altri». Conte viene visto come un gesuita. E c’è chi ricorda anche l’antico motto «falso come un gesuita».



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