Quando una passione diventa professione
Endurance e cavalli
di Sabrina Giangrande | 03 Febbraio 2026 @ 05:00 | RACCONTANDO
L’AQUILA – Al contrario di Checco Zalone, eternamente impegnato a difendere il mito del posto fisso, Luca Giannangeli, aquilano doc, classe 1973 di certezze ne ha lasciate andare più di una. Senza avere sempre chiaro dove sarebbe arrivato, ma con una convinzione incrollabile: non restare fermo. Nel suo zaino c’erano una laurea in Scienze Politiche a indirizzo sociologico, esperienze lavorative diverse, una serie di dimissioni (l’ultima dopo un lungo periodo di aspettativa da una solida controllata della Regione Abruzzo) l’iscrizione all’albo dei giornalisti pubblicisti d’Abruzzo e una buona dose di ambizione.
Ma l’ingrediente principale era un altro. Il cavallo. Conosciuto, amato e rispettato fin da sempre. L’incontro con l’endurance equestre, la maratona del mondo dei cavalli, fu la scintilla. Una disciplina dura, totalizzante, che chiede tempo, sacrificio e visione. Una passione capace di cambiare il passo di una vita.
Dopo il terremoto Luca visse per alcuni anni a Roma con Elena, compagna di allora e oggi moglie. Una vita apparentemente stabile, ma che stava stretta a entrambi. Lei abituata a muoversi nel mondo per studio e lavoro, lui a seguire cavalli ovunque ci fosse una gara, una scuderia, una storia da raccontare.
Decisero di cambiare tutto, di “girare la sedia”, come avrebbe detto Neruda. Elena lasciò un ufficio confortevole e uno stipendio importante in una multinazionale taiwanese con sede a Piazza Colonna. Luca rinunciò a quello che avrebbe potuto essere un posto fisso regionale per tutta la vita. Insieme scelsero il rischio, inseguendo un’idea ancora senza contorni definiti, ma con una direzione chiara. Facendo un salto indietro nel tempo, nel 2003 Luca aveva già fondato una rivista digitale indipendente, registrata ufficialmente nel 2008 presso il Tribunale dell’Aquila. Erano anni pionieristici, di connessioni lente e intuizioni artigianali, quando Internet non era ancora una certezza ma una scommessa.
Un pomeriggio uggioso, annoiato da un ufficio che non sentiva più suo, tornò nella cameretta-studio affacciata sulla Villa Comunale, accese il computer e digitò su “Yahoo” una frase semplice:
“chi realizza siti internet all’Aquila?” Poche opzioni, un nome che colpì: “Fermenti Grafici”. Ombrello alla mano, raggiunse via Fortebraccio. Sotto un arco trovò un piccolo ufficio, due scrivanie, monitor ingombranti e due ragazzi poco più che ventenni. Da quell’incontro nacque un progetto che negli anni avrebbe superato i confini cittadini e nazionali. Il tempo passava, il giornale cresceva, funzionava. Ma per Luca non era abbastanza. Serviva un altro salto.
Con il supporto del grafico aquilano Vincenzo Brancadoro e con Elena, bilingue e ormai sua compagna di vita, nacque una nuova sfida: una rivista cartacea bilingue dedicata all’endurance equestre, pensata per viaggiare lontano, soprattutto nel Medio Oriente, dove il cavallo arabo è cultura, identità, religione. Stampato il numero zero, restava una domanda decisiva: dove presentarla? La risposta arrivò dall’Oman, a Muscat, durante una fiera dedicata a cammelli, cavalli e tradizioni arabe. Uno stand essenziale, loro due, un espositore e molta incredulità. Fu lì che un incontro apparentemente casuale cambiò il corso degli eventi. Da quel momento iniziò un decennio fatto di viaggi, deserti sorvolati, esperienze irripetibili e numeri importanti. Qatar, Bahrain, Arabia Saudita, Kuwait. Un mondo lontanissimo dall’Aquila, eppure raggiunto partendo proprio da lì.
Poi arrivò il cambiamento. I social, il declino della carta, i costi insostenibili. Il progetto tornò digitale. Ancora una volta, reinventarsi. Studiare, adattarsi, guardare oltre. Nuove rotte, nuove partnership, fino all’Europa dell’Est e alla Slovacchia. Partendo dall’Aquila, Luca ed Elena hanno costruito relazioni con figure influenti del mondo equestre, politico ed economico. In alcune immagini simbolo del loro percorso compaiono accanto a capi di Stato e principi, ma ciò che conta davvero resta invisibile: la determinazione, il coraggio di scegliere strade non battute. Una passione. Uno sport. Un cavallo acquistato quasi per caso. Tutto questo si è trasformato in una vita fuori dalla comfort zone. La parola chiave, alla fine, è una sola: provarci, per non dover convivere con il peso dei rimpianti.








