Referendum sulla giustizia, Maruotti all’Aquila: “La riforma indebolisce il Csm e mette a rischio i diritti”

di Alessio Ludovici | 02 Marzo 2026 @ 19:53 | ELEZIONI
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L’AQUILA – A margine dell’iniziativa “Le ragioni del No”, svoltasi al Palazzetto dei Nobili, Rocco Maruotti, pubblico ministero della Procura di Rieti e segretario generale dell’Associazione nazionale magistrati, mette in guardia dagli effetti della riforma costituzionale oggetto del referendum del 22 e 23 marzo.

“Questa riforma – afferma – purtroppo non darà alcun contributo all’efficienza del sistema: non ridurrà i tempi della giustizia, non renderà le sentenze più giuste. Di certo non renderà i giudici infallibili”. Un passaggio in cui il magistrato richiama la dimensione umana della funzione giudiziaria: “I magistrati sbagliano come sbagliano i medici, come sbagliano gli ingegneri, come sbagliano i politici”.

Secondo Maruotti, però, il vero rischio non è l’errore, bensì l’indebolimento dell’autonomia. “Sicuramente invece renderà i magistrati meno coraggiosi, più impauriti, meno capaci di resistere alle pressioni della politica”, sostiene. Nel mirino c’è la modifica dell’assetto del Consiglio superiore della magistratura, che a suo giudizio finirebbe per compromettere l’equilibrio voluto dai padri costituenti.

“Indebolendo questo organo – prosegue – si indebolisce automaticamente la capacità della magistratura di resistere alle pressioni della politica. Sono sotto gli occhi di tutti gli attacchi quotidiani ai magistrati. Oggi siamo in grado di resistere perché abbiamo un Consiglio superiore forte. Domani non sarà più così”.

Da qui la preoccupazione per le ricadute sui cittadini. “Temo che questo produrrà inevitabilmente riflessi negativi sui diritti delle persone, soprattutto di quelle più deboli, che hanno bisogno di un giudice capace di tutelare i loro interessi”.

L’incontro si è tenuto oggi pomeriggio al Palazzetto dei Nobili, nell’ambito delle iniziative promosse in città per illustrare le ragioni del No al referendum costituzionale. Sono intervenuti Francesco Marrelli, segretario generale della Cgil della provincia dell’Aquila, l’avvocata Simona Giannangeli, Giulia Colangeli, gip del Tribunale dell’Aquila, e il professore ordinario di Diritto costituzionale dell’Università dell’Aquila Fabrizio Politi. A moderare il dibattito è stata la giornalista Giusi Fonzi.



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