Pezzopane su badanti: “Schierati per un welfare più attento alle persone”

di Redazione | 18 Marzo 2023 @ 12:42 | POLITICA
Nel lavoro domestico regolare si conferma una differenza netta tra cura della casa e assistenza alla persona: i contratti delle colf risultano mediamente più stabili, mentre quelli delle badanti mostrano un turnover più elevato. È quanto emerge da un’anticipazione del 1° paper del Rapporto 2026 Family (Net) Work, progetto editoriale di Assindatcolf realizzato dal Censis, che sarà presentata il 19 febbraio a Roma. I dati del nuovo database Family (Net) Work Lo studio si basa su un nuovo database che raccoglie 247.000 contratti di lavoro domestico regolari, relativi alle famiglie associate ad Assindatcolf, Webcolf, Acli in Famiglia e Gestisci la tua Colf, con estrazione al 31 dicembre 2025. Limitando l’analisi ai rapporti attivati prima del 2025 (145.885), i contratti di livello B – riconducibili prevalentemente alle colf – registrano una durata media di 5,9 anni. I contratti di livello C super – riferiti in larga parte alle badanti per l’assistenza a persone non autosufficienti – si fermano a 2,7 anni. Fatto 100 il numero di contratti di livello B attivi nel 2025, 76 risultavano avviati prima del 2025; per il livello C super, su 100 contratti attivi nel 2025 solo 48 erano stati avviati prima del 2025. Un quadro che evidenzia maggiore continuità nei rapporti legati alla cura della casa e maggiore discontinuità nell’assistenza alla persona, dove possono incidere fattori come il rapporto fiduciario con la famiglia e le condizioni di salute dell’assistito. Turnover, contratti brevi e ruolo del superminimo Osservando cessazioni e attivazioni, su 247.000 contratti complessivi il 37% si è concluso nel corso del 2025. Il 18,6% è stato avviato e cessato nello stesso anno. Considerando la soglia dei 30 giorni come indicatore di “stress contrattuale”, il 7,6% dei rapporti del 2025 ha avuto durata inferiore a un mese. L’instabilità si concentra soprattutto tra le badanti: nel 2025 il 27,9% dei contratti di livello C super è stato aperto e chiuso nell’arco dell’anno e il 12,6% non ha superato i 30 giorni. Incidenze ancora più alte si registrano nei contratti di assistenza notturna e in quelli di sostituzione per copertura riposi. Accanto alla durata dei rapporti, il paper evidenzia anche la variabile retributiva: nel 35,9% dei contratti è previsto il superminimo, con un valore medio mensile di 119 euro. La sua presenza cresce con l’aumentare della stabilità: nei contratti superiori ai sei anni la quota sale al 49,3%, suggerendo un legame tra riconoscimento economico aggiuntivo e consolidamento dei rapporti di lavoro. «Con il lancio del nuovo database Family (Net) Work disponiamo di uno strumento unico per analizzare il lavoro domestico regolare in Italia», dichiara Andrea Zini, sottolineando che, per ampiezza, l’archivio è paragonabile ai grandi dataset istituzionali e consente, oltre alle posizioni attive, di studiare in modo puntuale anche attivazioni e cessazioni dei contratti, offrendo una lettura più completa della dinamica del settore.

L’AQUILA  –  La consigliera comunale Stefania Pezzopane  che ha presentato  l’odg sottoscritto da Enrico Verini, Emanuela Iorio, Elia Serpetti, Alessandro Tomassoni, Massimo Scimia, Simona Giannangeli, Paolo Romano, Gianni Padovani, Stefano Palumbo, Stefano Albano, Lorenzo Rotellini. “Presentato odg su assistenti domestici: bonus e decisioni per evitare emarginazione e ospedalizzazione “Chiediamo al consiglio comunale una presa di coscienza ed una posizione su un problema che riguarda migliaia di persone e tante famiglie. Ho depositato un ordine del giorno a mia prima firma  e sottoscritto da tutta la minoranza, per sollecitare il Sindaco e per il suo tramite il Presidente della Regione e la Presidente del  consiglio ad interventi delle istituzioni per affrontare  i nuovi e gravosi costi del welfare sulle famiglie. Un mondo spesso ignorato, ma che è fondamentale per tante persone  e per le loro famiglie: badanti e assistenti domestici sono diventati figure essenziali. Il sistema già fragile  rischia di esplodere e pagheranno i più deboli che rischiano di doversi privare dell’assistenza. Dal primo gennaio 2023 è in vigore il nuovo contratto collettivo nazionale per colf, badanti e collaboratori domestici. Un atto che giustamente adegua le retribuzioni riconosciute a chi assicura assistenza domestica. Ma questa decisione si scarica esclusivamente sulle persone assistite: servono  nuove azioni concrete a cominciare dalla erogazione di un adeguaro bonus straordinario a favore dei nuclei e delle persone che hanno sottoscritto regolari contratti in presenza di una persona non autosufficiente. Facciamo un esempio: una famiglia che ha per 30 ore alla settimana badante o assistente ad una persona non autosufficiente avrà una spesa maggiore di circa 1.300 euro l’anno. Se l’operatore è dipendente a tempo pieno e convivente l’aumento medio annuo sarà di circa 1.600 euro. Sono aumenti doverosi, ma che si abbattono esclusivamente sulle famiglie, in Italia oltre due milioni di nuclei, a L’Aquila centinaia. L’effetto da prevenire è quello dell’ulteriore impoverimento o della rinuncia alla assistenza, questo aumento si aggiunge  all’aumento del costo della vita, ad un non proporzionale aumento di pensioni e retribuzioni, ai costi energetici che pesano di più su questo tipo di nuclei. Ne sono colpiti in particolare le famiglie con persone anziane non autosufficienti che hanno preferito non ricorrere al ricovero in RSA; le persone con importanti necessità assistenziali e sanitarie  che hanno fortemente voluto che il luogo di vita rimanga la casa; le persone con disabilità che hanno optato per percorsi di vita indipendente  con assistenti personali; i caregiver familiari che hanno necessità di essere aiutati, per quanto economicamente possibile, da assistenti, colf, operatori. Quali sono i pericoli da prevenire? il ricorso ai rapporti di lavoro irregolare (i cui costi comunque fatalmente aumenteranno) o al ricovero in RSA e in istituto che potrebbe persino diventare più sostenibile economicamente per le famiglie; la rinuncia a percorsi di autonomia personale e vita indipendente intrapresi da persone con disabilità; la rinuncia ai collaboratori da parte dei caregiver familiari, sobbarcandosi anche quella parte di lavoro con ciò che ne deriva in termini di salute e isolamento. Tante associazioni unite insieme sollecitano una nuova attenzione di cui ci siamo voluti far carico. Per questo chiediamo che i il consiglio comunale approvi questo ordine del giorno che impegna il Sindaco e la giunta per le proprie competenze a farsi carico delle problematiche indicate  ed a sollecitare governo e regione per le loro competenze  sulle seguenti richieste urgenti: aumento del Fondo per la non autosufficienza e accelerazione delle modalità di accesso ai contributi; adeguamento dei contributi e semplificazione delle regole per i progetti di vita indipendente e per l’assistenza ai gravissimi; erogazione di un bonus straordinario a favore dei nuclei e delle persone che hanno sottoscritto regolari contratti in presenza di una persona non autosufficiente; revisione tempestiva delle formule di detrazione e deduzione delle spese tali da compensare gli oneri sostenuti e favorire l’emersione del lavoro nero; ampliamento dei criteri per l’ingresso di lavoratori stranieri che svolgano attività di lavoro domestico.“ Conclude Pezzopane. 



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