Scontro sui tagli ai Comuni. Per l’Abruzzo conto da 30 milioni
di Redazione | 12 Luglio 2024 @ 16:50 | POLITICA
Torna la polemica sul taglio di 250 milioni a Province e Comuni italiani con la ripartizione della sforbiciata, che incide in misura maggiore su quegli enti che hanno ottenuto più fondi del Pnrr.
“Con la conferma dei tagli agli enti locali per i prossimi cinque anni il governo ha assestato un altro durissimo colpo a tutti gli amministratori già in difficoltà a fare quadrare i conti dopo anni difficili. L’Abruzzo perderà 5,8 milioni di euro l’anno fino al 2028, in tutto 30 milioni di euro, con L’Aquila, Teramo, Montesilvano, Celano, Lanciano e Avezzano tra i Comuni più colpiti”.
Così Giulio Sottanelli, deputato abruzzese di Azione, che aggiunge: “Una scelta grave e senza senso, che significherà meno servizi ai cittadini o la via obbligata dell’aumento delle tariffe e che tra l’altro colpisce in modo particolare i Comuni più attivi nella realizzazione delle opere pubbliche finanziate dal Pnrr.
Si va verso il paradosso di opere completate, ad esempio gli asili nido, che non potranno essere rese operative per la mancanza delle risorse necessarie per farle funzionare. Una spending review tanto più irragionevole per un governo che celebra l’autonomia differenziata e allo stesso tempo taglia ai Comuni, tant’è che a protestare sono anche amministratori di centrodestra. Passate le Europee, riparte la stagione dell’austerità.
E il timore – conclude Sottanelli – è che la legge di bilancio di quest’anno riserverà ulteriori tagli e sorprese alle amministrazioni locali.”
Dello stesso avviso il Partito democratico che accusa il Governo Meloni di tagliare i fondi che, ogni anno, lo Stato trasferisce ai Comuni e alle Province per garantire servizi essenziali alle cittadine e ai cittadini.
“Per l’Abruzzo, i tagli alla spese corrente sono pari a 30 milioni di euro fino al 2028, circa 6 milioni l’anno già dal 2024: in questo quadro drammatico, la città più penalizzata è L’Aquila che, per il 2024, vedrà una sforbiciata dei fondi statali pari a 541 mila e 490 euro; una cifra che va moltiplicata per 5 annualità: dunque, la decisione del Ministero dell’Interno, di concerto con il Ministero delle Finanze, potrebbe significare un taglio lineare di oltre 2 milioni e 700 mila euro in servizi alle aquilane e agli aquilani.
Tra l’altro, il paradosso è che i tagli, riportati negli allegati del decreto interministeriale, andranno ad incidere maggiormente sui Comuni che stanno realizzando opere con il Pnrr e che, quindi, avrebbero bisogno di maggiori risorse per gestirle.
Condividiamo dunque le preoccupazioni espresse dal referente regionale dell’Uncem, Lorenzo Berardinetti, e dal presidente di Ali Abruzzo, Giacomo Carnicelli, e auspichiamo che i tagli, che andrebbero ad impattare pesantemente sulla collettività, vengano corretti nella prossima Legge di Bilancio.
In questo senso, chiediamo al sindaco dell’Aquila Pierluigi Biondi di prendere posizione a difesa della città, e di non restare silente – come d’abitudine – per non disturbare la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, eletta in Parlamento nel collegio L’Aquila-Teramo, che a parole si dice attenta alle problematiche delle aree interne, e dei crateri sismici in particolare, ma nei fatti sta operando un taglio alle risorse dello Stato che, proprio sull’Aquila, avrà le ripercussioni più pesanti.
Ci aspettiamo che Biondi, che dovrebbe sentirsi il sindaco della città prima che un dirigente del partito della Presidente del Consiglio, sostenga la battaglia del primo cittadino di Teramo, e presidente dell’Anci Abruzzo, Gianguido D’Alberto, che prima di tutti, già in maggio, aveva lanciato l’allarme in nome dei sindaci, e sproni il presidente della Provincia, Angelo Caruso, a fare fronte comune con gli altri presidenti di Provincia” conclude la nota del Pd L’Aquila.
IN AGGIORNAMENTO
Comuni e province messi in crisi dal governo Meloni. L’opposizione in consiglio regionale d’Abruzzo al fianco degli enti locali: “Manovra errata, si rischiano meno servizi e aumento delle tariffe”
Sui Comuni e le Province si abbatte la mannaia del Governo Meloni che decide di tagliare i fondi che sindaci ed Enti locali utilizzano per garantire servizi essenziali ai cittadini.
In Abruzzo questo taglio lineare si traduce in una perdita di circa 30 milioni, di cui i primi 5,8 in fumo già dal 2024 e poi a seguire per i prossimi 5 anni, fino al 2028.
Una scelta che colpisce le piccole e grandi realtà territoriali, basti pensare che i tagli coinvolgono ben 285 comuni sul totale di 305, oltre alle quattro Province.
Le associazioni degli Enti locali – l’ANCI, l’UNCEM, l’ALI – hanno già espresso profonda indignazione e hanno denunciato le pericolose conseguenze di questa manovra, al loro fianco si schierano i consiglieri di opposizione del Consiglio regionale che compongono il Patto per l’Abruzzo:
“La manovra del Governo – spiegano – in Abruzzo assume i connotati di una vera e propria emergenza, in quanto le casse della Regione sono già vittime di scelte scriteriate di un centrodestra spendaccione, incapace di utilizzare al meglio per i cittadini i fondi pubblici. E ora da Roma arriva il colpo di grazia che si abbatte sulla spesa corrente dei comuni e delle province, cioè su quelle spese vive, quotidiane e indispensabili che sono destinate al personale, alle bollette, ai servizi e al funzionamento vitale delle nostre città e dei nostri paesi. Tagli che molto probabilmente dovranno essere fronteggiati con la diminuzione dei servizi ai cittadini o attraverso l’aumento delle tariffe.
A poco serve la strategia comunicativa di connotare queste azioni con il termine inglese “spending review”, che nel passato è stato usato per indicare la lotta agli sprechi o l’eliminazione di costi e interventi inutili. È un gioco semantico che mortifica l’intelligenza dei cittadini abruzzesi e degli amministratori locali; stiamo parlando di ben altro: spese correnti degli Enti Locali che non possono essere soggette a tagli indiscriminati. Inoltre questa manovra, per come concepita, andrà a colpire proprio quei comuni più virtuosi che sono stati capaci di avviare dei progetti grazie all’utilizzo del PNRR e che quindi si troveranno davanti alla paradossale situazione di avere strutture nuove, come per esempio asili nido, ma non potranno renderle operative per mancanza di fondi. O le già fragili politiche sociali, che saranno penalizzate poiché i Comuni non sapranno come assumere personale, fare convenzioni con le cooperative, pagare le utenze, ecc.
Provare a minimizzare questi rischi annunciando l’arrivo delle risorse dell’Accordo di Coesione è anch’esso un tentativo di distrazione di massa messo in atto dal centrodestra – incalzano i consiglieri regionali – I fondi di Coesione sono risorse europee destinate a infrastrutture o interventi strategici (la digitalizzazione, l’ambiente, la mobilità e i trasporti, l’innovazione tecnologica) che nulla hanno a che fare con la “spesa corrente” che gli Enti Locali sostengono ogni giorno.
È pertanto necessario correggere immediatamente questi errori già dalla prossima legge di Bilancio. Serve una mobilitazione chiara e decisa di tutti gli amministratori locali, delle forze politiche e sociali, senza timidezze e ipocrisie.
Per ogni amministratore pubblico la difesa degli interessi della propria comunità dovrebbe sempre venire prima di ogni altra cosa. Ed è questo che chiediamo a tutti i Sindaci, anche quelli del centrodestra. E altresì chiediamo al Presidente Marsilio, almeno questa volta, di stare dalla parte dell’Abruzzo e non continuare a spalleggiare ciecamente le scelte della sua parte politica a Roma”, concludono.


