Gemina’s, all’Emiciclo la mostra di Rosario Genovese

di Redazione | 12 Gennaio 2026 @ 08:25 | EVENTI

L’AQUILA – Si comunica che dal 15 Gennaio al 2 Febbraio 2026, anno in cui L’Aquila sarà Capitale italiana della Cultura, verrà inaugurata alle ore 17,30 la mostra personale di Rosario Genovese (artista catanese già docente presso l’Accademia di Belle Arti di Catania) dal titolo GEMINA’S presso la navata centrale di Palazzo dell’Emiciclo, sede del Consiglio Regionale d’Abruzzo.

La mostra, curata dal prof. Francesco Gallo Mazzeo si svolgerà sotto il patrocinio del Consiglio Regionale d’Abruzzo e del Comune dell’Aquila e con l’organizzazione dell’associazione AICAM (Associazione Italiana per L ’Arte e la Cultura nel Mondo), Presidente Maura De Meo.

In occasione dell’evento, la casa editrice Editoriale Agorà ha pubblicato il catalogo “Rosario Genovese- Gemina’s”, che sarà abbinato al nuovo numero dell’omonima rivista culturale siciliana “Agorà”, distribuita in tutte le edicole e librerie della Sicilia. All’interno della rivista è presente un ampio articolo redatto da Grazia Nicotra, dal titolo “Nascita gemellare: un viaggio nello studio di Rosario Genovese verso la Capitale della cultura 2026”.

Il catalogo, composto da 72 pagine, contiene, oltre alle immagini di tutte le opere esposte, un ampio testo critico di Francesco Gallo Mazzeo dal titolo “Gemina’s”, una testimonianza dell’artista intitolata “Note sulla mia ultima ricerca visiva” e tre testi istituzionali firmati dal Presidente del Consiglio Regionale d’Abruzzo Lorenzo Sospiri, dal Sindaco dell’Aquila Pierluigi Biondi e dall’Assessore alla Cultura della Giunta Regionale d’Abruzzo Roberto Santangelo.

La mostra, pensata per l’anno in cui L’Aquila sarà Capitale della Cultura, presentare la più recente ricerca visiva di Rosario Genovese in un luogo simbolico di rinascita dopo la distruzione causata dal sisma, una città che si propone come centro propulsore di ricerca e di riflessione culturale.

L’esposizione a Palazzo dell’Emiciclo è concepita come un momento di dialogo visivo tra le opere e il fruitore, che si troverà difronte a una serie di dittici capaci di raccontare visivamente la nascita della sua opera duale. Si tratta di una grande installazione composta da dodici dittici con strutture portanti autonome, che dialogano tra loro come una porzione armonica d’universo proiettata sulla terra. 

L’intera installazione rappresenta stelle e buchi neri binari, bianchi e neri. A tal proposito e doveroso un   richiamo alle recenti teorie del fisico Carlo Rovelli, affini alla ricerca visiva di Rosario Genovese sui buchi neri binari, iniziata nel 2015. Tutte le opere esposte sono il risultato di una ricerca ispirata a questi fenomeni cosmici che nascono in coppia e condividono la propria esistenza. Nelle sue opere ha voluto cogliere questo aspetto gemellare, traducendolo materialmente e concettualmente in un’operazione visiva che, secondo la sua teoria, conduce l’osservatore verso un nuovo e diverso impatto emotivo. 

L’obiettivo dell’artista è creare una nuova visione di ambivalenza visiva, capace di generare quella sensazione di “stranezza” che emerge quando ci si trova davanti a due elementi gemellati. Questa attrazione guida il fruitore verso l’interpretazione di una realtà contradittoria: non si tratta semplicemente di percepire la logica del doppio, ma di trovarsi difronte a due entità simili e simultanee che provocano una frattura emotiva, come se l’osservatore fosse “trainato” da due forze di uguale intensità ma dirette in senso opposto.

Sequenza descrittiva narrata dall’artista, (come nasce il dittico binario denominato Alfa e Beta).

In primo luogo realizzo l’intervento pittorico sul supporto Alfa, creando una sorta di matrice informale mediante uno strato di pittura liquefatta e tamponata con strofinacci, al fine di ottenere una superficie pittorica visionaria.

L’immagine di Alfa viene quindi fotografata, ribaltata specularmente e invertita cromaticamente in negativo attraverso un processo digitale.

L’immagine elaborata viene successivamente stampata con tecnica inkjet UV su un supporto identico, denominato Beta, dando origine alla sua compagna gemella, nata dall’immagine riflessa e trasformata.

A questo punto intervengo graficamente e pittoricamente su entrambi i supporti in alternanza. Come una madre che nutre due gemelli nel grembo, trasferisco la stessa “energia” e lo stesso “gesto” affinché crescano insieme in un dialogo costante.

Attraverso questo atto pittorico atemporale tento di intrappolare il tempo in un continuo flusso e riflusso tra le due tele. Agendo inizialmente nel presente su Alfa, proiettandomi poi nel futuro quando lavoro su Beta, e ritornando infine al passato nel completare Alfa, l’opera diventa così un artefatto atemporale. 



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