Biblioteca Tommasi, Maccarone: «Riapertura frutto di una battaglia dal basso»
di Redazione | 13 Aprile 2026 @ 10:17 | POLITICA
La nota del capogruppo di L’Aquila Protagonista
«È una battaglia vinta quella che ha portato alla riapertura odierna della Biblioteca regionale “Salvatore Tommasi”, frutto della determinazione e dell’impegno di studenti e cittadini che, nelle scorse settimane, hanno fatto sentire dal basso e con forza la propria voce», dichiara Maccarone.
Secondo il capogruppo, si tratta di «un risultato importante», maturato anche grazie a una mobilitazione ampia e partecipata e al lavoro portato avanti dalla Regione Abruzzo nell’ambito delle proprie competenze per arrivare alla riapertura. Nella nota viene ricordato che, in poco più di dieci giorni, oltre 700 persone hanno firmato una petizione promossa dallo studente universitario Stefano Giardini per chiedere interventi rapidi e la riapertura della struttura, iniziativa sostenuta anche da rappresentanti del mondo studentesco e universitario.
Il rilancio del presidio culturale e il dibattito sulla sede definitiva
«Questo risultato segna finalmente il ripristino dell’accesso a servizi culturali fondamentali per la città. Allo stesso tempo, diviene ora indispensabile riaprire un dibattito ampio e partecipato sul futuro della Biblioteca, per costruire insieme una prospettiva condivisa», aggiunge Maccarone.
Nella nota si sottolinea che la Biblioteca si trova attualmente in una sede provvisoria nel nucleo industriale di Bazzano, condizione che, secondo Maccarone, rende ancora più evidente la necessità di investimenti strutturali e di una visione chiara per il futuro. «La riapertura rappresenta quindi un primo passo, ma adesso è necessario rilanciare questo presidio culturale e aprire un dibattito serio e partecipato in città sul futuro della Biblioteca a tutti i livelli istituzionali: sulla sua collocazione definitiva, sul ruolo che deve svolgere all’interno della comunità e sulle risorse da destinare per garantirne piena funzionalità e accessibilità».
«Questa vicenda dimostra come la partecipazione attiva degli studenti e dei cittadini possa incidere concretamente nelle scelte pubbliche. Ora è il momento di proseguire su questa strada, trasformando una mobilitazione in un percorso condiviso per il rilancio di un presidio culturale fondamentale per il territorio», conclude Maccarone.


