L’Aquila, Biblioteca Regionale “Tommasi” chiusa da tre mesi: parte una petizione dei cittadini
di Alessio Ludovici | 21 Luglio 2025 @ 08:02 | ATTUALITA'
L’AQUILA – Una raccolta firme per permettere la riapertura della Biblioteca Regionale Salvatore Tommasi, “la quale da 3 mesi risulta chiusa per un problema all’impianto antincendio e non ci sono, purtroppo, prospettive rassicuranti dato che la struttura rischia la chiusura almeno fino a fine anno”.
Con queste parole, Stefano Giardini ha lanciato un appello ai cittadini aquilani e alla Regione Abruzzo, chiedendo un intervento immediato per restituire alla comunità uno dei luoghi simbolo della cultura locale.
La Biblioteca Tommasi, collocata in una sede provvisoria nel nucleo industriale di Bazzano dopo il sisma del 2009, è un centro di grande valore culturale. Ospita incunaboli, corali di pregio, cinquecentine, seicentine e numerosi testi dedicati all’abruzzesistica, oltre a un’ampia collezione di narrativa.
Giardini sottolinea anche che “la posizione decentrata e la scarsa presenza di collegamenti del trasporto pubblico hanno diminuito l’afflusso di visitatori nel corso degli ultimi anni, gettando la struttura nel dimenticatoio, un problema che si è aggravato dalla fine di aprile 2025, momento in cui la stessa struttura è stata temporaneamente chiusa per lavori di manutenzione”.
Ad oggi, però, non risultano tempi certi per il ripristino dell’impianto antincendio. Per questo motivo è stata avviata una petizione online dal titolo “Riapriamo la Biblioteca Regionale ‘Salvatore Tommasi’ a L’Aquila“, che ha già raccolto oltre 200 firme.
“Chiediamo alla Regione Abruzzo di ascoltare l’appello di noi cittadini e di provvedere ad effettuare i lavori per una riapertura della struttura nel più breve tempo possibile, soprattutto in vista del 2026 quando la città di L’Aquila sarà Capitale italiana della cultura e un’eventuale chiusura prolungata della Biblioteca non farebbe altro che metterci in una cattiva luce a livello nazionale. Se non fosse possibile riaprire la struttura per tempo chiediamo allora di trovare una struttura provvisoria alternativa, in attesa di un futuro (purtroppo ancora lontano) ritorno in centro città, per garantire la continuità del servizio a tutti coloro che ne hanno bisogno e salvaguardare un luogo che rappresenta un baluardo della cultura, della legalità e dell’inclusività per tutta la comunità”.
Il link alla petizione è disponibile su Change.org e accessibile anche tramite QR code.


