Capodanno, Mattarella agli italiani: pace, democrazia e Repubblica al centro del messaggio
di Redazione | 01 Gennaio 2026 @ 08:21 | ATTUALITA'
ll presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha rivolto gli auguri di Capodanno alla nazione dal Quirinale. Un messaggio che ha attraversato temi storici e attuali, dalla pace ai valori repubblicani, dal ruolo internazionale dell’Italia alle sfide che attendono il Paese nel nuovo anno.
«Si chiude un anno non facile. Tutti ne abbiamo ben presenti le ragioni e, come sempre, speriamo di incontrare un tempo migliore», ha affermato il Capo dello Stato aprendo il suo intervento.
Pace e scenari internazionali
Nel passaggio dedicato ai conflitti in corso, Mattarella ha richiamato immagini e ferite ancora aperte. «Di fronte alle città ucraine devastate, alla distruzione di Gaza e alle popolazioni lasciate al freddo, il desiderio di pace cresce sempre più. La pace è un modo di pensare: vivere insieme rispettando gli altri, senza imporre la propria volontà. Per questo è incomprensibile e ripugnante il rifiuto di chi la nega perché si sente più forte».
Un riferimento che si lega al ruolo dell’Italia nel contesto globale. «L’Italia è un attore di grande rilievo sulla scena internazionale, anche grazie al contributo che i nostri militari hanno dato e danno alla costruzione della sicurezza e della pace. Siamo apprezzati in tutto il mondo per i nostri stili di vita, per la bellezza dei nostri territori, per i tesori artistici che custodiamo. Per la cultura del cibo e del vino, che diventa patrimonio internazionale».
La Repubblica e il voto delle donne
Ampio spazio è stato dedicato alla memoria storica. Nel 2026 ricorreranno ottant’anni dal referendum del 2 giugno 1946, richiamato anche dalla scenografia del discorso, che ha incluso la celebre fotografia di Federico Patellani, divenuta simbolo della nascita della Repubblica.
«Il voto delle donne, per la prima volta chiamate finalmente alle urne, fu un segno che diede alla Repubblica un carattere democratico indelebile, avviando un percorso, ancora in atto, verso la piena parità», ha ricordato il presidente.
«La Repubblica è uno spartiacque nella nostra storia. Non uno Stato che sovrasta i cittadini ma uno Stato che riconosce i diritti inviolabili, la libertà delle persone, le autonomie della comunità».
Nel suo messaggio, Mattarella ha ripercorso anche le scelte che hanno segnato il secondo dopoguerra. «L’Europa e le relazioni transatlantiche, con il piano Marshall, sono stati i due pilastri della ricostruzione. L’Unione Europea e l’Alleanza Atlantica hanno rappresentato e costituiscono le coordinate della nostra azione internazionale».
Un richiamo diretto al modello sociale costruito nel tempo. «Con la nascita della Repubblica si è aperta una grande stagione di riforme che ha cambiato il profilo dell’Italia. Lavoro, diritti, sanità pubblica e welfare universale sono conquiste decisive dello Stato sociale, condizioni da preservare di fronte ai cambiamenti di ogni tempo».
Sport e appartenenza
Tra i passaggi del discorso, anche un riferimento allo sport come elemento identitario. «Lo sport ha contribuito alla crescita del Paese, a regalarci momenti di gioia, di orgoglio, di appartenenza. Così come accade sempre ascoltando risuonare l’inno italiano in una premiazione. Tutto questo si rinnoverà ancora una volta con i giochi di Milano–Cortina».
Un messaggio ai giovani
Il discorso si è chiuso con un appello rivolto alle nuove generazioni. «Nessun ostacolo è più forte della nostra democrazia. Desidero ricordarlo a tutti noi e rivolgermi, particolarmente, ai più giovani. Qualcuno vi descrive come diffidenti, distaccati, arrabbiati: non rassegnatevi. Siate esigenti, coraggiosi. Scegliete il vostro futuro».
Un augurio che accompagna l’inizio del 2026, nel segno della memoria, della pace e della responsabilità democratica.


