Sisma 2016: consegnato il “Rapporto 2025 sulla Ricostruzione”

di Redazione | 12 Settembre 2025 @ 16:33 | ATTUALITA'
Sisma 2016: consegnato il “Rapporto 2025 sulla Ricostruzione”

Il Commissario straordinario per la ricostruzione post-sisma 2016, Guido Castelli, ha consegnato oggi al Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, il “Rapporto 2025 sulla Ricostruzione”.

«Come nelle precedenti occasioni – ha dichiarato il Commissario – ho potuto constatare l’attenzione autentica e non rituale che il Capo dello Stato riserva alle comunità ferite dalla sequenza sismica del 2016 e a quei territori del Centro Italia dove stiamo accompagnando la ricostruzione degli edifici con un’azione parallela di riparazione socio-economica».

Il documento, dal titolo “Dal cratere un modello: il Laboratorio Appennino centrale”, sintetizza l’impegno congiunto di Governo, Regioni e Comuni per ridare futuro a una delle aree interne del Paese. Una rinascita possibile nonostante le difficoltà determinate dalla coincidenza di più crisi: sismica, idrogeologica e demografica.

«Molto è stato fatto – ha spiegato Castelli – e molto resta ancora da fare. Ma negli ultimi due anni abbiamo sbloccato situazioni complesse che avevano frenato la ricostruzione. Oggi finalmente le gru hanno preso il posto delle macerie ad Amatrice; due progetti innovativi, sotto l’attenzione dell’ingegneria antisismica internazionale, guidano la ricostruzione di Arquata del Tronto e Castelluccio di Norcia; è stato sbloccato il centro storico di Camerino, tra i più colpiti dell’intero cratere».

Il Commissario ha evidenziato i numeri del “cambio di passo”:

  • Oltre 13.000 cantieri chiusi
  • Oltre 7 miliardi di euro liquidati alle imprese che hanno lavorato
  • Altri 9.000 cantieri in corso per la ricostruzione privata
  • Più di 1.500 nuovi cantieri in fase di apertura per la ricostruzione pubblica

«Ho voluto rappresentare al Capo dello Stato – ha concluso Castelli – la vitalità delle comunità dell’Appennino centrale e il vigore delle donne e degli uomini che stanno costruendo il futuro dei loro territori. Luoghi ricchi di storia, arte, cultura, natura e dotati di un indomito spirito imprenditoriale: un piccolo grande motore a disposizione dell’Italia intera».



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