‘Terre Sonanti’ a Fontecchio

Laboratori gratuiti di teatro, voci, musica e pupe danzanti

di Redazione | 21 Maggio 2023 @ 18:00 | EVENTI
Terre sonanti

L’AQUILA – Al via a Fontecchio, in provincia dell’Aquila e nel Parco regionale Sirente Velino, l’avventura di “Terre sonanti: canti, storie e paesi in festa”, che fino al 24 giugno proporrà, con partecipazione gratuita, laboratori teatrali, artistici, musicali, di realizzazione delle pupazze danzanti e sculture sonore. Sempre partendo dalla materia grezza del genius loci del territorio, e dai talenti, sogni e desideri che è capace di esprimere, con spettacoli e performance conclusivi lungo il fiume Aterno e nei vicoli e piazzette del paese.

L’iniziativa è a cura di Libera Pupazzeria, con ideazione e direzione artistica Silvia Di Gregorio in collaborazione con realtà attive a Fontecchio, che sta diventando una fucina culturale e artistica, forse unica nel suo genere nelle aree interne degli Appennini, ovvero La Kap, Le Officine, la Libera Pupazzeria e il Centro di educazione ambientale Torre del Cornone.

Sostenitori del progetto sono l’Università degli studi dell’Aquila, nell’ambito di “Aria – Festival di teatro; Incubatore di creatività”, e il Comune di Fontecchio.

Primo appuntamento, domani lunedì 22 maggio alle ore 16, in piazza del Popolo (oppure, in caso di pioggia, a Le Officine) la presentazione del laboratorio di canto popolare e ritmica “Risonanze: suono, vibro, mi relaziono”, che si svolgerà dal 22 al 25 maggio, condotto dall’italo-argentina Enza Alejandra Prestia, musicista, cantante e danzatrice, e introdotta da Alessio Di Giulio, del Centro di educazione ambientale Torre del Cornone, che  condurrà alla scoperta del paese medievale e del territorio circostante, dove visse il grande matematico e geografo rinascimentale Pico Fonticulano, e in tempi recenti il disegnatore satirico Pino Zac.

A seguire dal 5 al 7 giugno, il laboratorio dell’affermato artista giuliese, da anni a L’Aquila, Massimo Piunti, dedicato alla costruzione delle pupazze danzanti, e di sculture sonore.

E ancora, “La Voce Primordiale”, dal 19 al 21 giugno, laboratorio di ricerca vocale e sonora, condotta da Arrington de Dionyso, noto artista e musicista sperimentale americano, cofondatore dell’Olympia experimental music festival, e  “Dietro”, cantiere teatrale sulla maschera e il racconto a cura del drammaturgo, attore e regista chietino Andrea Cosentino, insignito del premio Ubu, il riconoscimento di teatro più importante in Italia, e sempre dal 19 al 21 giugno “Telestreet – video inchiesta autarchica comunitaria”, interviste ludiche condotte con gli abitanti di Fontecchio a cura di Cosentino e della filosofa Margherita Masé.

I laboratori si svolgeranno in vari luoghi del paese e del territorio e la partecipazione è gratuita. Per informazioni ed iscrizioni si può telefonare al numero 347.9525370.

Il 23 Giugno andrà dunque in scena una  performance artistica e musicale itinerante dal fiume Aterno al paese di Fontecchio, e il  24 Giugno lo spettacolo di comunità di restituzione dei laboratori.

Collabora alla realizzazione del progetto, l’attore avezzanese Alberto Santucci. La documentazione video sarà a cura dell’artista visuale e regista peruviano, ora residente a Fontecchio, Sebastian Alvarez.

“Attraverso i laboratori artistici, teatrali e musicali si andrà ad esplorare e rintracciare segni e simboli iscritti tra le mura del paese di Fontecchio e nella natura circostante. Protagonisti saranno gli abitanti del paese, e sarà l’occasione per far conoscere il territorio agli studenti universitari – spiega di Gregorio -.

Il centro di educazione ambientale Torre del Cornone ci condurrà alla scoperta dei sentieri e del paesaggio della valle, alla ricerca di tracce della sua storia antica e recente, della sua evoluzione biologica, dei segni del rapporto che uomini e donne hanno sviluppato nei secoli con la natura circostante tra attrazione, simbiosi e abbandono. 

La sinergia tra studenti, abitanti e associazioni renderà possibile rivolgere un altro sguardo sul territorio e sul paese, scoprire possibilità che non aspettano altro che esser ridestate e vissute”.



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