Visita ufficiale di Papa Leone al Quirinale. Il video del corteo e l’intervento del Presidente Mattarella

di Fausto D'Addario | 14 Ottobre 2025 @ 13:32 | ATTUALITA'

La mattina del 14 ottobre, il Santo Padre Leone XIV ha visitato il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella al Quirinale in una cerimonia che ha sottolineato i legami tra la Santa Sede e l’Italia, con un accento particolare sulla pace e la solidarietà globale.

Martedì 14 ottobre 2025, una data che entrerà nella storia. Papa Leone XIV, alla guida della delegazione papale, ha compiuto una visita ufficiale al Presidente della Repubblica Italiana, On. Sergio Mattarella, al Palazzo del Quirinale. Un incontro che ha rinsaldato il legame tra la Santa Sede e la Repubblica Italiana, marcando un momento significativo non solo per le istituzioni italiane, ma anche per il ruolo che la Chiesa Cattolica continua a ricoprire nel mondo.

Il corteo papale, di cui forniamo il video, è arrivato al Quirinale, accolto con gli onori di rito, tra cui l’esecuzione degli inni nazionali e il saluto delle autorità italiane, tra cui il Vice Presidente del Consiglio dei Ministri, On. Antonio Tajani, e il Sottosegretario Alfredo Mantovano. L’incontro si è svolto in un clima solenne e cordiale, con il Presidente Mattarella che ha espresso parole di affetto e riconoscenza nei confronti di Sua Santità.

La stola indossata oggi dal Sommo Pontefice sopra la mozzetta appartenne a San Giovanni Paolo II: sono stati cambiati gli stemmi sulla parte bassa ed inserite le armi del Papa regnante. Anche il cerimoniale ha qualcosa del passato, avendo ripreso quello che segnò l’incontro tra Papa Benedetto XVI e il Presidente Ciampi. 

“Disarmare gli animi, disarmare le parole”: Il discorso del Presidente Mattarella tra Medio Oriente, Ucraina e rapporti Stato-Chiesa

Al centro del discorso presidenziale, la crisi del sistema internazionale, lacerato da guerre e polarizzazioni. Mattarella non ha esitato a denunciare la “logica del più forte” che sembra prevalere, e “la tentazione di fare ricorso alle armi per risolvere una disputa”.

Due i teatri principali citati con forza: Ucraina e Medio Oriente.

Sull’Ucraina, Mattarella ha parlato di una “aggressione russa su larga scala” che, a quasi quattro anni dall’inizio, continua a mietere “vittime civili innumerevoli” e a gettare “una inquietante ombra di insicurezza sull’intero continente europeo”.

Sulla Palestina e Gaza, il Presidente ha evocato la doppia tragedia dell’attacco terroristico del 7 ottobre 2023 e della risposta israeliana che “ha superato non soltanto criteri di proporzionalità, ma anche i confini di umanità”. Accoglie con favore, citando le parole del Pontefice, “una scintilla di speranza” che si affaccia con il cessate il fuoco, la liberazione degli ostaggi e i negoziati in corso. Ma ammonisce: “La pace vera, duratura, risiede nell’animo dei popoli… altrimenti, la fine delle violenze si trasforma, purtroppo, in una parentesi tra due esplosioni”.

Il Presidente ha evidenziato come queste non siano eccezioni isolate, ma esempi di un mondo sempre più instabile: “Il numero dei conflitti e delle crisi umanitarie in corso è purtroppo più alto”, ha ricordato, citando il rischio di una “opinione pubblica assuefatta”, che non si indigna più di fronte al dolore di milioni di esseri umani.

L’umanesimo come bussola, la Chiesa come alleata

Non sono mancati i riferimenti alletrasformazioni globali – dalle tecnologie all’ambiente – che pongono domande esistenziali e sociali. Di fronte a ciò, Mattarella ha lodato l’esortazione Dilexi te di Leone XIV, che invita a una “trasformazione di mentalità”, e ha ringraziato il Papa per il suo richiamo “a sviluppare un nuovo umanesimo”, capace di “preservare la dignità di ciascuno e il benessere della società”.

Il Papa come guida morale globale, la Chiesa come argine alle disuguaglianze: “Vecchie e nuove povertà si contrappongono nel mondo a ricchezze sempre più smisurate”, ha detto Mattarella, accogliendo con gratitudine i richiami pontifici all’uguaglianza, alla solidarietà, alla libertà.

Stato e Chiesa, una relazione “matura ed equilibrata”

In un momento storico in cui molti paesi oscillano tra secolarismo esasperato e clericalismi di ritorno, Mattarella ha voluto sottolineare l’equilibrio raggiunto in Italia nei rapporti tra Stato e Chiesa, una convivenza istituzionale fondata sulla reciproca autonomia ma orientata alla cooperazione.

Rievocando i Patti Lateranensi del 1929, il loro inserimento nella Costituzione del 1947 e il nuovo Accordo del 1984, il Presidente ha parlato di “una piena libertà di religione e di coscienza”, condizione indispensabile per “l’affermazione della propria autonomia e responsabilità”.

Una collaborazione che, nel tempo, ha rafforzato “l’unità nazionale” e “la coesione del nostro popolo”, con la Chiesa impegnata “quotidianamente” in opere sociali, accoglienza dei migranti, impegno per la legalità.

Nel passaggio finale, il Presidente ha allargato lo sguardo all’Europa, definita come modello di riconciliazione e collaborazione. Un continente che, uscito dalle macerie della guerra, ha trovato nella pace, nella giustizia e nella solidarietà “l’anima delle nostre democrazie”.

Rievocando le parole di Pio XII nel Natale del 1944, Mattarella ha fatto propria l’idea che “l’ordine democratico include l’unità del genere umano”. Un principio che oggi è più che mai necessario riaffermare, contro ogni ritorno alla guerra come mezzo di risoluzione delle controversie.

“La pace – come Ella ha sottolineato – comincia da ognuno di noi”: con queste parole Mattarella ha richiamato la responsabilità dei decisori politici, dei media e dei cittadini. Serve disarmare gli animi, ma anche “disarmare le parole”.

Nel corso della visita, il Santo Padre e il Presidente Mattarella hanno anche avuto modo di incontrarsi in privato per un colloquio. La cerimonia si è conclusa con una sosta simbolica alla Cappella Paolina, un momento di riflessione spirituale prima del congedo finale.

Un incontro che ha riaffermato l’importanza del dialogo e della solidarietà, valori fondamentali che uniscono la Santa Sede e la Repubblica Italiana, e che, in tempi di crisi globale, continuano a guidare la nostra speranza per un futuro migliore.

E in questo, l’Italia e la Chiesa camminano insieme.



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