Doppio shakedown a Yanbu: i fratelli Totani testano “Monnalisa” e si preparano alle verifiche
di Redazione | 02 Gennaio 2026 @ 09:49 | SPORT
In Arabia Saudita la Dakar 2026 entra nel vivo anche per Silvio e Tito Totani. Dopo l’arrivo a Yanbu nella mattinata del 31 dicembre, al termine di oltre dieci ore di viaggio con scali e coincidenze da Roma Fiumicino, i due fratelli aquilani hanno raggiunto il bivacco e sono saliti subito a bordo di “Monnalisa”, l’Optimus 2 ruote motrici con cui affronteranno il rally raid.
Un avvio intenso, segnato da un doppio shakedown: un primo test nella giornata del 31 dicembre e un secondo passaggio oggi, 1° gennaio, per verificare gli interventi tecnici effettuati dal team nelle ore successive.
Test, problemi tecnici e lavoro notturno del team
Lo shakedown – il tratto riservato ai team per prendere confidenza con i mezzi e mettere a punto la meccanica – è servito ai Totani per due obiettivi: adattarsi rapidamente al nuovo buggy e verificare le soluzioni tecniche introdotte nelle ultime settimane.
Durante i primi chilometri sono emerse criticità sulle bobine che hanno coinvolto quattro dei sette veicoli del team francese. Il lavoro in bivacco è proseguito fino a tarda sera. “Non abbiamo aspettato la mezzanotte – ha raccontato Silvio Totani dal bivacco – perché eravamo stanchissimi. Avevamo dormito meno di due ore il giorno prima e abbiamo preferito rifugiarci nel nostro camper per recuperare”.
Questa mattina, con il team nuovamente sul percorso di test, è arrivata la conferma: il problema risulta risolto e la soluzione adottata appare efficace.
Prima foratura e feeling positivo con l’Optimus
Nel secondo shakedown è arrivata anche la prima foratura della Dakar 2026, nonostante non sia ancora partita la prima speciale. Un episodio che i Totani leggono già come indicatore della durezza del terreno saudita e delle difficoltà che potrebbero attendere le gomme nelle tappe di gara.
“Il percorso dello shakedown era messo malissimo dopo due giorni di passaggi di tutti i team – ha spiegato Silvio – tra camion, vetture e SSV ci saranno passati e ripassati sopra almeno 300 veicoli. Penso di aver preso un sasso nascosto nella sabbia, praticamente invisibile, e la foratura è stata inevitabile”.
Nonostante l’imprevisto, l’impressione sul mezzo è netta. “È fantastica – dicono all’unisono – comoda, confortevole, veloce e davvero incredibile. Non vediamo l’ora di misurarci con il cronometro”.
Tito Totani ha dedicato gran parte delle ore di test a prendere confidenza con l’abitacolo e la strumentazione: regolazione del sedile, studio dei parametri della vettura e ritorno alla navigazione con road book elettronico, elemento centrale nella gestione del ritmo e della strategia in gara.
Domani mattina, alle 9.50, sono in programma le verifiche amministrative e tecniche. Oggi ancora qualche test e un momento di recupero prima dell’avvio ufficiale: per i Totani, la Dakar 2026 è già iniziata.


