Dakar 2026, caos e rimonte nella terza tappa: i Totani risalgono nella polvere di Al Ula
di Redazione | 06 Gennaio 2026 @ 19:40 | ATTUALITA'
Non finisce di sorprendere la Dakar 2026 e siamo soltanto alla terza tappa. La speciale più lunga fin qui disputata, con partenza e arrivo ad Al Ula, ha riscritto completamente le gerarchie, lasciando piloti e addetti ai lavori più che interdetti.
Basta guardare la classifica di giornata: Seth Quintero, dominatore della tappa precedente, ha chiuso addirittura 93°, mentre Guillaume De Mevius, vincitore della prima tappa, è precipitato al 142° posto. Più indietro del previsto anche Sebastien Loeb, 25°, e Nasser Al Attiyah, 19°, con un podio occupato da nomi poco abituati alle posizioni di vertice.
La rimonta dei fratelli Totani
In questo scenario caotico si inserisce la prova solida e determinata dei fratelli Totani. Partiti 127esimi al mattino, hanno percorso oltre 400 chilometri praticamente immersi nella polvere degli altri concorrenti, inanellando sorpassi su sorpassi.
Il risultato finale parla chiaro: 79° posto nella classifica generale di tappa, settimi tra le vetture a due ruote motrici e 50° tra le auto, considerando che nella graduatoria assoluta figurano anche camion, SSV e Challenger oltre alle vetture Stock.
“Siamo partiti molto indietro e avremo fatto almeno trenta sorpassi – racconta Tito Totani –. Uno in particolare, quello di un camion, è stato difficilissimo: ci ha tenuti dietro per oltre trenta chilometri. La polvere era talmente fitta che non vedevamo neanche a un metro, più volte siamo stati costretti a fermarci”.
Un recupero importante, senza forature né soste non programmate, con la vettura MonnaLisa che ha confermato un’ottima affidabilità.
Polvere, regolamenti e marathon in arrivo
Nonostante le riunioni di giuria convocate per affrontare il problema dei “trenini” e delle partenze, la situazione sembra destinata a rimanere invariata. Il tema, infatti, esiste da anni e il regolamento attuale non consente soluzioni immediate: più che altro, incontri utili ad attenuare le polemiche dei piloti.
Intanto lo sguardo è già rivolto alla quarta tappa, che segnerà l’inizio della prima marathon della Dakar 2026. Gli equipaggi dovranno gestire il mezzo con maggiore prudenza, puntando ad arrivare al bivacco “Refuge” senza danni, visto che per la prima volta si separeranno dalle proprie assistenze.
La tappa prevede 64 km di trasferimento e una speciale di 452 km, con partenza delle moto alle 6 e delle auto alle 6.30. Navigazione complessa, piste sabbiose che si incrociano, canyon, oued e tratti di puro fuoripista renderanno la giornata particolarmente selettiva.
“La navigazione oggi era difficile ma non abbiamo commesso errori – spiega ancora Tito Totani – mi trovo sempre più a mio agio con la strumentazione e con il ritmo della vettura e la guida di Silvio”.
Alla Dakar, però, una certezza c’è: nulla è scontato. E se le prime tre tappe sono un’indicazione, anche la marathon è pronta a riservare nuove, clamorose sorprese.


