Un Raffaello da 900 mila euro: progetto del MuNDA, fondi del Comune per il 2026

di Alessio Ludovici | 26 Febbraio 2026 @ 13:18 | CULTURA

L’AQUILA – Novecentomila euro per riportare all’Aquila, dopo quasi quattro secoli, la “Visitazione” di Raffaello. È questo, da quanto appreso, il valore dell’operazione che segnerà uno dei momenti centrali dell’Aquila Capitale italiana della Cultura 2026.

La pala realizzata nel 1517 per la chiesa di San Silvestro, uscita dalla città nel 1655 e oggi conservata al Museo del Prado di Madrid, sarà esposta dal 27 giugno al Castello cinquecentesco nell’ambito della mostra “La visitazione all’Aquila. Raffaello e Pontormo”.

Il progetto nasce circa due anni fa, all’indomani della designazione del capoluogo abruzzese a Capitale Italiana della Cultura. Tra le proposte messe sul tavolo dal Museo Nazionale d’Abruzzo c’era un’idea precisa: riportare a casa Raffaello, anche solo per pochi mesi.

Da lì è iniziato un lavoro silenzioso, ma degno di una spystory. Telefonate, dossier, garanzie da costruire e viaggi a Madrid. Più di un viaggio da parte della direttrice del Munda, Federica Zalabra, per risolvere positivamente un confronto serrato con il Prado. La direttrice del MuNDA ha infatti seguito in prima persona il percorso, lavorando sulla credibilità scientifica del progetto e sulla solidità dell’istituzione museale aquilana. Un dialogo lungo, top secret e fatto di verifiche, richieste e i naturali passaggi ministeriali. Un’opera di diplomazia culturale che non si consuma in una stretta di mano ma è necessariamente costruita nel tempo.

L’assetto dell’operazione ha coinvolto anche la Direzione generale Musei del Ministero della Cultura, l’Ambasciata di Spagna in Italia, il Museo del Prado e la Diocesi di Pistoia, con il coinvolgimento di monsignor Orando Antonini per il prestito da Pistoia della “Visitazione” del Pontormo chiesta come contropartita dal Prado. In questo quadro si inseriscono anche le interlocuzioni istituzionali del Comune dell’Aquila con l’ambasciata spagnola, nel luglio del 2025, a sostegno del percorso avviato.

Sul piano economico, l’impegno complessivo si aggira intorno ai 900 mila euro. La quota principale – che sarebbe di circa 700 mila euro – è sostenuta dal Comune dell’Aquila attraverso le risorse legate alla programmazione del 2026, mentre la parte restante è a carico del Museo.

L’operazione, comunque la si metta, si colloca dentro una cornice precisa, quella dell’anno da Capitale della Cultura: senza un investimento pubblico importante difficilmente si sarebbe potuto attivare un prestito internazionale di tale livello; e senza un progetto scientifico credibile e una regia curatoriale solida, difficilmente si sarebbe ottenuto.



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