Arte d’Abruzzo all’asta: Michetti, Cascella e Patini in mostra all’Aquila
Opere recuperate all’estero da Gliubich ora esposte e messe in vendita
di Fabio Iuliano | 20 Giugno 2025 @ 16:50 | CULTURA
L’AQUILA – Riscoperte, rarità e ritorni inattesi, con un omaggio agli artisti abruzzesi tra l’Ottocento e il Novecento: è il fulcro della 33ª edizione della Gliubich Casa d’Aste, in programma dal 25 al 27 giugno, ma con esposizione pubblica già aperta e visitabile fino a lunedì 23 giugno negli spazi di Palazzo Cipolloni, in pieno centro storico all’Aquila.
Un’occasione per vedere da vicino opere mai esposte prima in città, all’interno di un palazzo signorile restaurato dopo il sisma, oggi sede della casa d’aste diretta da Gianluca Gliubich, che nel tempo ha portato in Abruzzo importanti collezioni internazionali.
L’ultima giornata dell’asta sarà interamente dedicata a pittori e scultori abruzzesi, con nomi di rilievo come Francesco Paolo Michetti, Michele e Tommaso Cascella, Costantino Barbella e Teofilo Patini. Tra le opere più significative, un ritratto di Michele Cascella realizzato a New York: una donna americana elegante, intenta nella lettura del National Geographic, rappresentata con colori accesi e intensi. La stessa figura appare anche in un secondo dipinto, con abiti più sobri: un confronto interessante che testimonia l’evoluzione stilistica e il legame tra vita e arte dell’autore.
C’è poi un raro pastello di Tommaso Cascella, con una veduta aerea della Maiella al tramonto: un’opera di grandi dimensioni, intensa e luminosa, che spicca per la sua forza evocativa. Colpisce un inedito di Michetti accompagnato da una lettera del 1922 che ne certifica l’esposizione a Napoli spiegando che “si tratta di un disegno a fumo, ottenuto sopra una carta di pasta lucida, bianca, sulla quale è stato disteso, alla fiamma di una candela, un sottile velo fumoso; e su codesto strato, con stecco e con batuffolo di ovatta e servendosi delle dita come di sfumino”.
Infine, il ritorno in Italia di un’opera di Teofilo Patini proveniente dall’Inghilterra: lo stesso soggetto della pala d’altare conservata nella chiesa delle Anime Sante all’Aquila, eseguito dallo stesso autore nello stesso anno. L’opera era passata anni fa da Sotheby’s ed è stata recuperata attraverso contatti con collezionisti privati.
Molti dei pezzi presenti in mostra provengono da famiglie emigrate o collezionisti italiani all’estero, tra Brasile, Stati Uniti, Olanda e Regno Unito. Un viaggio di andata e ritorno per l’arte abruzzese, che torna finalmente visibile al pubblico nella sua terra d’origine.


