Dakar 2026 al giro di boa: il bilancio dei Totani prima della seconda settimana

di Redazione | 11 Gennaio 2026 @ 07:24 | SPORT
Dakar 2026 Totani

RIYADH — La chiamano giornata di riposo, ma al bivacco il tempo scorre in tutt’altro modo. Per i meccanici è una corsa contro l’orologio: ventiquattro ore per rimettere in piedi ogni veicolo, senza sconti. Al campo di MD Rallye il lavoro è partito già dalla sera precedente. L’Optimus dei fratelli Totani è finito subito sui cavalletti, nonostante l’arrivo a Riyadh oltre le 20. La Dakar Rally 2026 ha superato la prima settimana e ora entra nella fase che, tradizionalmente, pesa di più.

La gara fin qui ha mostrato un volto duro. Poca sabbia, eccezion fatta per la speciale di dune della tappa precedente, e una quantità di sassi che ha messo alla prova mezzi e uomini. «È stata una Dakar complicata fino a qui», sintetizza Silvio Totani, tracciando un primo bilancio. Per i due aquilani è la quinta partecipazione insieme; gli esordi risalgono all’epoca sudamericana, in un contesto completamente diverso. Il confronto con il presente passa anche da qui.

Dakar 2026 Totani

Il giudizio sul mezzo è netto. «Sono soddisfatto della vettura. È un grande buggy e ci stiamo divertendo. Sulle dune è stato il massimo». Un apprezzamento che non cancella la prudenza degli ultimi giorni: «Ho evitato di spingere perché Tito, dopo due giorni senza un ammortizzatore, ha la schiena a pezzi». Una gestione misurata, dettata dalle condizioni fisiche e dalla necessità di arrivare in fondo.

Nel frattempo Monnalisa si rifà il trucco. Smontata, analizzata, revisionata e rimontata, cambio compreso. Ogni componente passa sotto controllo. L’unico intoppo serio resta quello dell’ammortizzatore, emerso due giorni fa e ricondotto a un errore tecnico. «Senza quel problema e senza le partenze così arretrate di quei due giorni, forse la posizione in classifica assoluta sarebbe diversa», ammette Silvio. Ma alla Dakar il rammarico ha poco spazio: l’obiettivo resta Yanbu, il traguardo finale.

Davanti ci sono ancora sette tappe. La ripartenza è fissata per domani, da Riyadh a Wadi Ad Dawasir, località già nota al rally. In programma 877 chilometri complessivi, con una prova speciale di 459 chilometri annunciata come scorrevole. Sveglia all’alba: la prima vettura lascerà il bivacco alle 6.10 per affrontare un trasferimento iniziale di 278 chilometri prima del via cronometrato.

La giornata di “riposo” racconta anche altro. Tito Totani sorride pensando alla mattina: «Volevo dormire, ma alle 5 ero già in piedi». Tempo per il bucato, per rimettere ordine, poi un momento di squadra. A pranzo una paella preparata da Jubany Ferran, compagno di team e chef stellato Michelin: cinque padelloni per tutti, un lusso raro nel cuore del deserto. Piccole pause che segnano il confine tra una settimana archiviata e quella che sta per cominciare, quando la Dakar smette di concedere margini e chiede conto di ogni scelta.

Dakar 2026 Totani


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