Dakar 2026, la tappa marathon spezza la gara: il racconto di Tito Totani
di Redazione | 15 Gennaio 2026 @ 09:38 | SPORT
“Dicevano che era una tappa decisiva – racconta Tito Totani – perché estenuante, e superarla non era cosa da poco”. La speciale di ieri è stata una prova di pura resistenza fisica e mentale: 420 chilometri di dune e dunette intervallate da lunghi tratti di fesh fesh, un fondo insidioso che impedisce di trovare e mantenere un ritmo costante.
Partiti dalla 103ª posizione, i fratelli Totani non sono riusciti a recuperare terreno nella prima parte. Anzi, hanno perso ulteriore tempo a causa di un imprevisto pesante: un camion fermo tra le dune con una ruota stallonata bloccava ogni possibile passaggio. Dopo aver trovato una via d’uscita, un ulteriore episodio ha complicato la situazione. “Per evitare il copilota di Stéphane Peterhansel, che stava osservando la scena come un turista e non ci ha visti arrivare, ci siamo insabbiati. Uscirne è stato difficile e abbiamo perso parecchio tempo”.
La rimonta e la nuova classifica
Da quel momento in poi, complice il nervosismo e l’assenza di nuovi problemi, Silvio e Tito hanno iniziato a recuperare posizioni, chiudendo la speciale al 75° posto, con un ritardo di 1 ora e 18 minuti dal vincitore di giornata. A imporsi è stato Matthieu Serradori, altro grande nome che mancava all’appello, capace di completare l’intera distanza in 4h48’27”.
In testa alla classifica generale è tornato Nasser Al Attiyah. Il suo vantaggio sul secondo è di 12 minuti, ma la lotta per il podio resta apertissima: tra il secondo e il terzo ci sono appena 50 secondi. I fratelli aquilani occupano attualmente la 78ª posizione assoluta, la 42ª tra le vetture e la sesta nella categoria due ruote motrici.
Marathon e differenze tra team
“Anche la prima parte della marathon del 13 gennaio era stata durissima – prosegue Totani – e molti equipaggi hanno sofferto per problemi meccanici”. Ma la tappa marathon, secondo Tito, evidenzia ancora una volta il divario tra i team ufficiali e i privati. “Per i top team è ormai una tappa come le altre: al bivacco refuge arrivano i camion di assistenza veloce e i meccanici lavorano sulle vetture come in un normale bivacco. La differenza con i privati è diventata troppo forte e innegabile”.
Ora la Dakar guarda avanti. Mancano ancora tre tappe: quella di oggi da Bisha ad Al Henakiyah, 882 chilometri totali con una speciale da 346; poi 720 km con una prova speciale da 311; infine l’anello attorno a Yanbu, 141 km complessivi con 105 di settore selettivo, il 17 gennaio. In totale, poco più di 700 chilometri di settori selettivi separano i protagonisti dal traguardo finale della Dakar 2026.
Oggi l’undicesima tappa porterà la carovana verso nord-ovest: 882 km, con un primo trasferimento di 328 km, una speciale da 346 e un secondo trasferimento di 208. Partenza della prima auto alle 6.05, speciale identica per tutti.


