Dakar 2026: i Totani resistono ai problemi e puntano verso Yanbu

di Redazione | 16 Gennaio 2026 @ 09:39 | SPORT

Ormai una sola cosa conta: arrivare al traguardo di questa Dakar 2026. E quindi arrivare a Yanbu. È stato questo il pensiero fisso di Silvio e Tito Totani fin dal via della prova speciale di ieri, da quando MonnaLisa – il loro buggy – ha iniziato a fare i capricci.

Un guasto che complica tutto fin dall’inizio

Dopo il trasferimento mattutino di oltre 300 chilometri, i Totani sono entrati nel settore selettivo ed è lì che l’Optimus ha cominciato a dare segnali preoccupanti. A raccontarlo è lo stesso Silvio Totani:
«Abbiamo fatto forse 20 chilometri, neanche, e il buggy non andava, non aveva potenza. Abbiamo provato a proseguire, ma la vettura si è quasi spenta. Ci siamo fermati e abbiamo capito che il problema era di pressione, legato alla pompa di benzina».

L’equipaggio ha tentato ogni soluzione possibile, lavorando su sensori e collegamenti, concentrandosi su pressione e alimentazione. Ma non c’è stato nulla da fare. «Siamo ripartiti con la macchina che andava davvero piano, come quando il motore entra in protezione e non ti permette di superare i 50 km/h», ha spiegato Totani. Una scelta obbligata, che li ha costretti a percorrere circa 180 chilometri a velocità ridotta fino all’assistenza.

Qui il team ha individuato il problema, sostituendo il sensore difettoso. Un intervento che ha fatto perdere un’ulteriore mezz’ora, ma che almeno ha permesso ai Totani di tornare in gara.

Polvere, sorpassi e ironia al traguardo

Una volta ripartiti, l’equipaggio italiano si è ritrovato immerso in una situazione complicata: davanti a loro tutti i veicoli più lenti che avevano approfittato della sosta per superarli. In più, una nuvola di polvere quasi costante ha reso impossibile tentare qualsiasi recupero.

Nonostante tutto, Silvio Totani non ha perso il suo proverbiale senso dell’umorismo. Al traguardo ha scherzato: «Giornata così rilassante che ci è sembrato di correre con il nostro vecchio Nissan Patrol».

E, a conti fatti, la classifica di tappa non è stata nemmeno troppo severa. I Totani hanno chiuso in 141ª posizione assoluta nella classifica mista, 59ª tra le auto, con un ritardo di quasi due ore dal vincitore di giornata.

Classifiche e colpi di scena nella generale

Il riferimento ieri è stato Mattias Ekström, autore di una prova impressionante: 346 chilometri di speciale coperti in 2h47’, per una media oraria di 124 km/h. Una prestazione che ha segnato una giornata difficile per altri protagonisti.

È andata decisamente peggio a Henk Lategan, secondo assoluto fino a ieri mattina e ancora in lotta per la vittoria. Al bivacco, però, è arrivato ultimo, addirittura dietro ai Totani. Ora, alle spalle di Nasser Al Attiyah nella classifica generale, c’è Nani Roma con 8’40” di ritardo, ma con Sebastien Loeb che incombe a poco più di dieci minuti.

La Dakar continua a dimostrare di non essere mai scontata. Oggi la carovana farà ritorno verso Yanbu con una tappa durissima: 720 chilometri complessivi, di cui 311 di speciale. La prima auto è partita alle 7.10, e deve affrontare prima 215 km di trasferimento, poi la prova speciale e infine altri 194 km di collegamento. A denti stretti, si va avanti, con lo sguardo già rivolto al Mar Rosso e al bivacco da cui tutto è cominciato.



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